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ITALIA

Verona, studentessa pakistana costretta dai genitori ad abortire nel suo paese

La ragazza aveva deciso di tenere il bambino figlio di un coetaneo italiano suo compagno di scuola. Spuntano messaggi Whatsapp: "Mi hanno legata al letto e costretta a abortire"

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Farah, giovane studentessa di 20 anni di origine pakistana e residente a Verona, sarebbe stata portata nei mesi scorsi dai parenti nel paese di origine, e qui costretta ad abortire il figlio che aveva concepito con il suo ragazzo, un veronese che frequenta la sua stessa scuola, e che aveva deciso di tenere.   

La vicenda è stata pubblicata oggi dal quotidiano L'Arena, ed è basata sui messaggi che la giovane avrebbe inviato via WhatsApp alle compagne di scuola, che hanno informato la dirigenza scolastica. Sulla base della segnalazione dei docenti si è attivata la Digos della Questura scaligera, ma la giovane sarebbe ancora in Pakistan.   

L'istituto scolastico nei mesi scorsi aveva deciso di anticipare per la giovane i tempi dell'esame di maturità, per permetterle di portare a termine la gravidanza. Ma in gennaio la famiglia della ragazza ha deciso di partire per il Pakistan, per una delle visite periodiche ai parenti. Da qui, la ragazza avrebbe scritto pi ùvolte alle amiche di essere stata legata a un letto, sedata e infine costretta ad abortire da un medico compiacente. Gli investigatori hanno attivato il consolato pakistano in Italia mettendo a disposizione tutto il materiale e le testimonianze raccolte.

Il Comune di Verona ha fatto sapere di conoscere bene la situazione della ventenne, che dal settembre 2017 aveva aderito al "Progetto Petra", una struttura che si occupa delle violenze sulle donne e che prevede l'accoglienza presso appartamenti segreti e protetti e incontri con psicologi e assistenti.

Proprio qui la ragazza era stata ospitata fino al 9 gennaio di quest'anno. Poi, dopo aver assicurato di essersi riconciliata con la famiglia, era uscita, continuando però a seguire il percorso psicologico.

I messaggi Whatsapp. Farah chiedeva aiuto
Farah aveva chiesto aiuto alle migliori amiche e al ragazzo. Lo aveva fatto con una serie di messaggini whatsapp. "Mi hanno sedato, legata a un letto e costretta ad abortire. Mio padre vuole che mi sposi qui".
 
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