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La spesa media delle famiglie per i servizi digitali è salita a 93 auro

Video e Tv, cambiano le abitudini di consumo degli italiani

Cresce l’interesse verso i contenuti in streaming on demand, si riduce il gap con la tv tradizionale, soprattutto tra i Millennials. Raddoppia in quattro anni la fruizione di video su dispositivi mobile: per la quasi totalità dei ragazzi tra 16 e 19 anni esiste solo lo smartphone. Sono i dati del Tv and Media Report 2016 del ConsumerLab di Ericsson su interviste fatte a oltre 30 mila persone, rappresentative di 1,1 miliardo di consumatori. I dati italiani rappresentano 26 milioni di persone con una connessione a banda larga a casa che guardano la tv almeno una volta a settimana

Bebe Rexha, Mtv Europe Awards (LaPresse)
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di Celia GuimaraesRoma Cresce l'interesse degli italiani verso lo streaming on demand e l’accesso ai propri contenuti video ovunque ci si trovi. Il 55% degli intervistati da Ericsson per  il report 'Tv and Media 2016' dichiara infatti di preferire i servizi on demand rispetto alla tv lineare. Il dato, in crescita rispetto al 2012 (quando era al 45%) evidenzia la volontà di accedere ai servizi tv e contenuti video anche quando si è in viaggio o all’estero. Una necessità sentita da 35% degli italiani nel 2014 che è diventata importante per il 47% del 2016. 

La spesa media mensile della famiglia italiana per i servizi video e tv è di 93 euro, che comprende l’abbonamento internet (27 euro di media) e il cinema. Il 22% delle famiglie italiane arriva a spendere oltre 125 euro al mese per internet e cinema. Molti utenti hanno paura di superare il limite di traffico dati del proprio abbonamento alla banda larga mobile tanto che il 37% degli italiani (e la metà dei Millennials) è interessato a un servizio di traffico dati illimitato per lo streaming video. Tra le caratteristiche del servizio tv più apprezzate dagli italiani c'è al primo posto l’assenza di pubblicità (per il 56% degli intervistati), seguita dall'alta definizione (per il 55% degli intervistati) e dalla possibilità di disporre dei contenuti ovunque ci si trovi e alla funzionalità “time-shift” (per il 48% degli intervistati).

Millennials e tv
Si riduce il gap tra tv tradizionale e streaming on-demand. Il 71% degli intervistati dichiara di guardare la tv tradizionale almeno una volta al giorno, contro il 57% di chi usa servizi streaming on demand. Nel 2013 la forbice era di ben 40 punti percentuali (82% vs 42%). Ogni italiano trascorre in media 35 ore alla settimana davanti alla tv. Di queste il 40% è on-demand (nel 2015 la componente on-demand rappresentava circa 1/3 del tempo totale di visione).

Aumenta del 45% il tempo trascorso davanti allo schermo rispetto al 2012, soprattutto grazie a serie tv in streaming on demand e User generated content, seguiti da film in streaming on-demand e contenuti tv e video scaricati da Internet. Un trend ancora più evidente tra i Millennials: il 59% degli intervistati nella fascia 16-34 anni ritiene molto importante la possibilità di scegliere tempi e modalità dei contenuti. Su un totale di 37 ore settimanali trascorse dagli under 35 davanti ai video, il 47% è on-demand, contro le 32 ore trascorse dai telespettatori over 35 delle quali il 33% è on demand. I Millennials trascorrono in media 3,6 ore alla settimana a guardare serie tv on-demand (contro le 1,9 ore della fascia +35), 3 ore a guardare film on demand (contro 1,9 ore della fascia +35) e 3 ore a guardare Ugc on-demand, (contro 1,5 ore della fascia +35).

Gli italiani scoprono i servizi on demand
Lanciato in Italia da circa un anno il 12% degli intervistati dichiara di accedere a Netflix su base giornaliera, il 17% su base settimanale. Continua ad essere rilevante anche YouTube, con il 43% di accessi su base quotidiana e il 76% su base settimanale. Ma la tv tradizionale mantiene un posto rilevante: rallenta ma resta comunque al primo posto, con il 59% del tempo medio di consumo settimanale di contenuti video.

Se la quota percentuale della visione tradizionale si è ridotta di circa 10 punti percentuali negli ultimi 4 anni - in termini assoluti dal 50% del 2012 al 40% del 2016 - per effetto dell’aumento complessivo delle ore che trascorriamo settimanalmente davanti ai video, il decremento effettivo è quasi trascurabile, ossia circa 10 minuti al giorno. La tv tradizionale conserva dunque un ruolo centrale nelle abitudini dei consumatori italiani, grazie ad esempio ai contenuti premium e live, come gli eventi sportivi. Anche in questo caso le abitudini di consumo variano in base alle fasce di età considerate: se in media gli italiani trascorrono 5 ore alla settimana guardando film sulla TV tradizionale, si sale a 5,7 ore negli over 35, mentre scende a 4,2 ore tra i Millennials.

Gli Italiani e le maratone televisive 
Sono sempre più numerosi gli italiani appassionati di maratone tv. Il 41% in media dichiara di fare “binge watching” almeno una volta alla settimana, il 44% nel segmento 25-34. Il 18%, quindi quasi un italiano su 5, fa maratone televisive su base giornaliera. Anche in questo caso la percentuale sale tra gli utenti appartenenti alla fascia 25-34 (21%) e arriva al 22% nella fascia 20-24. Il fenomeno delle maratone tv è destinato a crescere ulteriormente. 

Più tv a casa
Nel nostro Paese si guardano video principalmente a casa, in orario serale nel 93% dei casi, con una crescita rispetto all’84% registrato nel 2013. Le percentuali variano leggermente in base alle fasce d’età, ma tendenzialmente restano sopra il 90% con un picco nei segmenti 60-69 (95%) e 16-19 (98%).
Il divano scende nelle preferenze: gli italiani scelgono sempre più il letto per guardare i programmi preferiti prima di addormentarsi: 62% contro 45% del 2013, anche grazie dispositivi mobili, che tra l'altro fanno aumentare la percentuale dei consumatori che guardano contenuti video in luoghi come bar e caffè: dal 7% del 2013 al 23% del 2016. Sempre grazie al mobile cresce la percentuale di italiani che guardano video mentre sono in viaggio, dal 10% del 2013 al 24% del 2016.

Più di un anno di vita a fare zapping
Il telespettatore italiano spende in media 1,3 anni della propria vita a cercare i contenuti video da vedere. Cercare cosa guardare è pari al 18% del tempo totale speso sulla tv tradizionale e al 31% sui servizi VoD, che hanno una maggiore offerta di programmi e film. Inoltre il 52% dei consumatori dichiara di riscontrare difficoltà nel trovare cosa guardare sulla tv tradizionale, percentuale che scende al 32% per gli utenti della tv in streaming.
In questa ottica sono strategici i servizi di raccomandazione video e di offerta di contenuti personalizzati, ritenuti importanti da più di 1 italiano su 5.

Video e ancora video, ma da smartphone
Lo smartphone è lo strumento preferito in particolare tra i Millennials e tra la Generazione Z (età 16-19) quasi i 2/3 delle ore totali dedicate a contenuti tv e video sono spese su un dispositivo mobile. Aumentano le ore spese a guardare tv e video ma cambia il dispositivo usato. Negli ultimi 4 anni il tempo trascorso a guardare la tv sugli schermi televisivi tradizionali è sceso di circa 10 punti percentuali. Nello stesso periodo è più che raddoppiato il tempo medio di fruizione da smartphone, passando da 2,8 a 6,6 ore a settimana. Aumenta anche il tempo speso su tablet, da 1,1 ore del 2012 a 2,7 ore nel 2016, e su laptop, da 3,9 ore a 5,9 ore. Il rapporto tra la visione di contenuti video su schermo fisso vs schermo mobile si è spostato da 70/30 a 60/40.

Il ruolo del second screen
È sempre più diffusa l’abitudine di utilizzare più schermi in contemporanea: un intervistato su 4 dichiara di utilizzare ogni giorno un secondo schermo per effettuare ricerche online, collegate a ciò che si sta guardando, percentuale che sale al 31% su base settimanale. Il 14% dichiara di utilizzare ogni giorno un secondo schermo per commentare il programma che sta guardando, il 20% lo fa su base settimanale (nel 2014 quando erano rispettivamente al 23% e al 19%). Il second screen è particolarmente diffuso tra gli utenti dei servizi on demand (36%) e di Netflix (48% su base giornaliera), rispetto agli utenti della tv lineare (30%).
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