Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/videogiochi-40-anni-pac-man-cd0784b3-ff3c-4db2-8381-1374d9ceb989.html | rainews/live/ | true
TECH

Videogiochi. 40 anni di Pac man, arcade più famoso del mondo

Pac man (Ansa)
Condividi
Pac man compie 40 anni. Sono trascorsi infatti quattro decenni dal debutto del videogame prodotto dalla Namco con protagonista la 'pallina gialla brillante' più famosa del mondo, il cerchio (nei videogiochi era in due dimensioni) con una 'bocca' che si apre e si chiude che corre in un labirinto divorando rumorosamente puntini e occasionalmente frutti per ottenere punti extra, evitando nel contempo quattro astuti fantasmi chiamati Blinky, Pinky, Inky e Clyde.

Il giocatore deve guidare una creatura sferica di colore giallo, chiamata Pac-Man, facendole mangiare tutti i numerosi puntini disseminati ordinatamente all'interno del labirinto e, nel far questo, deve evitare di farsi toccare da quattro "fantasmi", pena la perdita immediata di una delle vite a disposizione. Per facilitare il compito al giocatore sono presenti, presso gli angoli dello schermo di gioco, quattro "pillole" speciali ("power pills") che rovesciano la situazione rendendo vulnerabili i fantasmi, che diventano blu e, per 10 secondi esatti, invertono la loro marcia; per guadagnare punti, è possibile in questa fase andare a caccia degli stessi fantasmi, per mangiarli. 

Una volta fagocitati, però, questi tornano alla base (il rettangolo al centro dello schermo) sotto forma di un paio di occhi, per rigenerarsi e attaccare di nuovo Pac-Man. Completato un labirinto attraverso la fagocitazione di tutti i puntini, Pac-Man passa a quello successivo, identico nella struttura; le varie fasi sono intervallate da scenette umoristiche che vedono protagonisti Pac-Man e il fantasma Akabei (noto anche come Blinky).   

Inizialmente il nome del protagonista dell'arcade game di Iwatani era 'Puck-Man", riprendendo la parola onomatopeica giapponese 'paku-paku' derivante dal rumore della masticazione (la sua traduzione significa proprio "aprire e chiudere la bocca"). Il rischio però che il pubblico del mercato americano potesse storpiarne il nome convinse i produttori a chiamarlo Pac-Man.     

"Il videogioco originariamente era rivolto a donne e coppie, un pubblico diverso dai violenti sparatutto alieni popolari in quel periodo nelle sale giochi giapponesi", ha spiegato l'ideatore Toru Iwatani in un'intervista del 2010 alla rivista Wired. Su come sia nata l'idea di Pac-Man ci sono due versioni: una secondo cui l'ispirazione viene dalla serie di cartoni animati Popeye, in cui l'eroe nautico è in grado di affrontare la sua nemesi Bruto solo dopo una sana dose di spinaci. Un'altra ipotesi, più 'folcloristica', parla di una cena tra amici a cui partecipò Tohru Iwatani: guardando una pizza a cui era stata tolta una fetta venne l'idea di Pac-Man. Dopo quattordici mesi da quella cena, precisamente il 22 maggio del 1980, grazie a un team di sviluppo di otto tecnici, divisi equamente fra software e hardware e capeggiati da Shigeo Funaki, comprendente anche il musicista Toshio Kai, vide la luce il primo videogioco.

Una caratteristica tecnica di Pac-Man nota agli appassionati è che, malgrado in teoria il gioco possa proseguire all'infinito, dato che ogni livello è praticamente identico a quello appena completato, arrivati al livello n. 256 a causa di un bug nella funzione che disegna la frutta, metà dello schermo viene riempita da simboli casuali che rendono di fatto impossibile completare il livello.

Nella barra inferiore dello schermo non dovrebbero comparire più di sette frutti, questo perché il codice si occupa di disegnare - solo nel caso in cui il numero del livello è minore di 8 - tanti frutti quanto è il livello corrente. Siccome il numero del livello viene registrato su un solo byte, completato il livello 255 (in esadecimale "FF"), la funzione legge dal numero esadecimale 100 (ovvero 256 in decimale) solo lo 00. A questo punto il gioco crede di trovarsi in un livello inferiore a 8 e prova a tracciare sul fondo dello schermo 256 frutti. Questo problema fa sì che metà dello schermo venga riempita da simboli casuali che rendono quasi impossibile il completamento del livello. In realtà  alcuni appassionati non si sono mai rassegnati a identificare il livello 256 come la fine del gioco, credendo possibile, conoscendo molto bene il labirinto, terminare il livello 256.

Malgrado qualcuno abbia affermato di di esserci riuscito, non ci sono prove che questo sia mai accaduto. Nel 1999 Billy Mitchell, detentore del record della partita perfetta (il punteggio massimo possibile fino al bug, pari a 3.333.360) offrì un premio di 100mila dollari a chi avesse fornito una prova del superamento del livello, ma nessuno si presentò.

In quarant'anni, grazie a un successo senza pari che lo trasformò in un'icona dei videogiochi, sono stati centinaia i giochi che riproposero Pac-Man, come protagonista o come semplice comparsa, una quarantina dei quali erano vere e proprie nuove versioni del videogioco realizzate per la quasi totalità delle console e dei computer (anche in versioni mobile), in 2 e 3D, conservando fino a oggi la sua fama di classico dei videogiochi. 
Condividi