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ITALIA

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Violenza sulle donne, Istat: in 49mila hanno chiesto aiuto a centri

Il 26,9% delle donne che si rivolgono ai centri sono straniere e il 63,7% ha figli, minorenni in più del 70% dei casi

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Le donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza nel 2017 sono 49.152, di queste 29.227 hanno iniziato un percorso di uscita dalla violenza.  Il 26,9% delle donne che si rivolgono ai centri sono straniere e il 63,7% ha figli, minorenni in più del 70% dei casi. Sono i dati raccolti dall'Istat che per la prima volta ha svolto l'indagine sui servizi offerti dai Centri antiviolenza, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari opportunità le regioni e il Consiglio nazionale della ricerca (Cnr). 

La maggior parte dei centri, l'85,8%,lavora in rete con altri enti della rete territoriale e quasi tutti, il 95,3%, aderiscono al numero verde nazionale 1522 contro la violenza e lo stalking.   La possibilità di contattare il centro antiviolenza da parte delle donne è elevata, il 68,8% ha messo a disposizione una reperibilità H24, il 71,1% ha attivato un servizio di segreteria telefonica negli orari di chiusura e il 24,5% possiede un numero verde dedicato. Sono circa 4.400 le operatrici che nel 2017 hanno lavorato presso i centri antiviolenza, di queste il 56,1% è stato impegnato esclusivamente in forma volontaria. Le figure professionali che sono maggiormente presenti nei centri,coerentemente con i servizi prestati, sono le avvocate, le psicologhe e le operatrici di accoglienza.   Il 93% dei Centri antiviolenza prevede una formazione obbligatoria per le operatrici che sono impegnate presso il centro. Nell'85% dei casi è il centro stesso che ha organizzato corsi di formazione per il personale.

L'impegno dell'Ue
 "In vista della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ribadiamo il nostro impegno a porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze". Inizia così la dichiarazione della Commissione europea e dell'Alta rappresentante in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza nei confronti delle donne (25 novembre). "La violenza nei confronti delle donne è una grave violazione dei diritti umani, eppure è tuttora diffusa in tutto il mondo. L'idea che le molestie o le violenze inflitte alle donne siano normali e accettabili è sbagliata e deve cambiare. Spetta a tutti noi dire no, respingere apertamente gli atti di violenza o molestia, sostenere le vittime - continua la dichiarazione -. La violenza colpisce le donne dovunque: a casa, al lavoro, nelle scuole e nelle università, sulla strada, sui trasporti pubblici e su Internet. Può colpire qualunque donna, compromettendone il benessere generale e impedendole di partecipare pienamente alla società. Circa la metà delle donne nell'Unione europea è stata vittima di molestie verbali, fisiche o online. Secondo Eurostat, l'80% delle vittime della tratta nell'UE sono donne. Nel mondo, ogni anno, si sposano circa 12 milioni di ragazze di età inferiore a 18 anni: una ogni due secondi. Le ragazze sposate spesso rimangono presto incinte, abbandonano la scuola e sono esposte a un rischio più elevato di violenza domestica rispetto alle donne che si sposano in età adulta. Oggi almeno 200 milioni di donne e ragazze hanno subito mutilazioni genitali, pratica tuttora in corso in circa 30 paesi. Le donne migranti sono particolarmente vulnerabili e più esposte ad abusi e violenze. L'eliminazione della violenza contro le donne e le ragazze è al centro dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. È un primo passo verso la pace e la sicurezza globali, una condizione indispensabile per la promozione, la protezione e il rispetto dei diritti umani, l'uguaglianza di genere, la democrazia e la crescita economica".
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