ITALIA

Skinhead interrompono riunione a Como, indagine per violenza privata

Condividi
La Procura di Como, guidata da Nicola Piacente, ha aperto un'indagine per violenza privata in relazione  all'irruzione di 13 rappresentanti dell'associazione di estrema destra 'Veneto Fronte Skinheads' all'assemblea pubblica organizzata dagli aderenti alla rete 'Como Senza Frontiere", attivi nell'accoglienza ai migranti.  Uno dei partecipanti ha effettuato delle riprese video che hanno consentito alla Digos di identificare quattro manifestanti e in queste ore si sta dando un nome e un cognome anche agli altri partecipanti al blitz.    

Ieri tredici giovani che fanno parte dell'associazione Veneto Fronte Skin Heads hanno interrotto la riunione della rete e dato lettura a un volantino dal titolo 'Basta invasione'. Gli operatori di Csf, riuniti al Chiostrino di Sant'Eufemia, sono rimasti impassibili ascoltando le parole degli estremisti di destra, che parlavano di una vera e propria "sostituzione" del popolo italiano con altri popoli. Al termine della lettura da parte del loro "portavoce", gli skinhead si sono allontanati dopo aver imbrattato alcuni manifesti con le indicazioni delle attività culturali e degli eventi dell'Arci.   "

Per tutti voi figli di una patria che non amate più siamo qui a ricordarvi che proprio il popolo si ama e non si distrugge. Fermiamo l'invasione", recitava il volantino che hanno letto.  "Ora potete riprendere a discutere di come rovinare la nostra patria, e la nostra città", ha concluso il portavoce. Il video dell'irruzione è stato diffuso da Baobab Experience.

Tante le reazioni di condanna per il gesto degli estremisti. I deputati del Pd Emanuele Fiano,  Chiara Braga e Mauro Guerra hanno presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno Marco Minniti per fare luce sulla vicenda. "Le immagini che si vedono nel video dell'irruzione di una squadra di skinhead veneti nella sede dell'associazione Rete Como Senza Frontiere testimoniano un'azione gravissima e inaccettabile", scrivono i deputati dem che parlano di "una vera e propria intimidazione condotta in stile squadristico, con proclami razzisti, all'interno di una sede dove persone pacifiche sono riunite per discutere le loro azioni di solidarietà. Si tratta, fra l'altro,  di un gruppo noto anche per la loro continuata propaganda antisemita". "Riteniamo che le istituzioni della nostra democrazia non possano restare in silenzio di fronte a questo episodio che, purtroppo,  è soltanto l'ultimo di una serie di azioni che destano seria preoccupazione. Per questo abbiamo ritenuto di rivolgere un'interrogazione al ministro dell'Interno- concludono -  per chiedere quali interventi ritenga opportuni per affrontare quella che sta divenendo per molti territori  del nostri Paese una reale emergenza".  

"L'irruzione di una squadraccia neonazista durante una riunione della rete antirazzista di Como, è il preoccupante segnale di un'escalation senza fine di episodi di intimidazione e violenza da parte di organizzazioni neofasciste", ha aggiunto Nicola Fratoianni segretario nazionale di Sinistra Italiana. "Le immagini che abbiamo visto sul web in queste ore - prosegue il leader di SI - ci fanno rabbrividire: noi non abbiamo intenzione di tornare agli anni '20. Mi auguro che la pensino così anche il ministro Minniti e il premier Gentiloni. " "Aspettiamo - conclude Fratoianni - una reazione immediata, ferma, decisa dello Stato. Ora."
Condividi