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ECONOMIA

Assiom-Forex

Visco: "Coranavirus fattore rischio per Pil. Bene calo incertezza politica ma resta vulnerabilità"

"Nessun dirigismo o connivenza in vigilanza banche", ricorda inoltre il governatore della Banca d'Italia nel corso del suo intervento

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I mercati finanziari italiani "stanno per il momento beneficiando del calo dell'incertezza politica" con un calo dello spread ma "non si è ancora riusciti a sconfiggere la vulnerabilità legata alle prospettive di medio termine della finanza pubblica e della crescita economica". Lo afferma il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco all'Assiom Forex sottolineando come lo spread Btp/Bund a 140 punti, "resta quasi il doppio" di Spagna e Portogallo. "Per raggiungere un sentiero di espansione stabile più elevato - prosegue - servono politiche economiche che guardino oltre l'orizzonte annuale del bilancio pubblico".

Sulle stime del Pil italiano "gravano rilevanti rischi al ribasso" prosegue Visco rilevando come le proiezioni dell'istituto "prefigurano una crescita ancora molto contenuta" quest'anno ma sono state realizzate prima del dato preliminare Istat del Pil del quarto trimestre che ha visto un calo dello 0,3%. Visco ha quindi citato le "tensioni geopolitiche", la Brexit e "le possibili ricadute della diffusione del nuovo Coronavirus". E proprio sull'epidemia scoppiata in Cina avverte: "Stiamo valutando l'impatto del Coronavirus sull'economia italiana, è difficile stimare gli effetti", ma considerando il precedente della Sars, "potrebbe "essere temporaneo e contenuto" a "pochi decimi di Pil". Ma aggiunge non si può "escludere un impatto più significativo" dovuto alla crescita del peso della Cina in questi anni. 

Il Governatore poi si sofferma sullo spinoso capitolo della vigilanza sulla banche. L'azione della Banca d'Italia "anche sulle banche di piccola dimensione è intensa" - sottolinea - "senza volontà dirigistiche nè connivenze".  Ed aggiunge: "E' condotta nell'ambito dei poteri assegnati all'autorità di controllo e nel pieno rispetto della natura di impresa dell'attività bancaria oltre che delle disposizioni di legge".

Le banche di piccola e media dimensione, che soffrono maggiormente la crisi del tradizionale modello di attività, possono trovare benefici nelle fusioni, spiega Visco. Se è vero che "il modello tradizionale di attività bancaria ha ormai rendimenti contenuti" e che "ne risentono soprattutto le banche di piccola e media dimensione, che faticano a rafforzare i bilanci per via dell'incidenza dei costi e delle difficoltà di accesso al mercato dei capitali", allora "sono necessarie consistenti economia di scala e di scopo per finanziare con profitto l'economia reale", ha detto il governatore.

Tutti gli intermediari, ha aggiunto, "devono proseguire con determinazione" il processo di ristrutturazione e di adattamento, ma "iniziative volte ad accrescere la scala operativa delle piccole banche attraverso operazioni di concentrazione o con maggior integrazione delle attività possono apportare benefici nella misura in cui riducono l'incidenza dei costi, ampliano e diversificano i ricavi, accrescono la capacita' di competere sul mercato", ha concluso Visco.
 
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