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EUROPA

Brexit più vicina

Johnson: "Onoreremo mandato elettori su Brexit entro 31 gennaio"

I Tory hanno oltre 360 seggi, mentre per il Labour è stato un tracollo. Solo una decina di seggi per i Lib-Dem, attorno a 50 agli indipendentisti scozzesi. Nessun seggio per il partito di Nigel Farage

Elezioni in Gran Bretagna (Ansa)
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Lo tsunami Boris Johnson è stato implacabile: le elezioni britanniche consegnano a lui e ai Tory un'ampia maggioranza assoluta a Westminster, le chiavi di Downing Street per i prossimi 5 anni e il lasciapassare per una Brexit che, a 3 anni e mezzo dal referendum del 2016, diventa irreversibile. La sterlina vola sui mercati valutari nel cambio con il dollaro e l'euro dopo: la valuta inglese passa di mano a 1,3446 sul dollaro (+2,1%) e a 0,8303 sull'euro (+1,8%). La moneta unica è scambiata invece in avvio di giornata senza sensibili variazioni sul dollaro. 

In giornata, Johnson ha lasciato Downing Street per dirigersi a Buckingham Palace, per essere ricevuto dalla regina Elisabetta. Il premier potrebbe mantenere tutti i ministri del suo governo al loro posto per accelerare i tempi. 

I conservatori si sono aggiudicati un totale di 365 seggi su 650, pari a 47 seggi in più rispetto al voto precedente alle elezioni anticipate di ieri.

I laburisti sono arrivati secondi, ma nettamente distaccati dai Tory, con 203 seggi, ben 59 in meno rispetto alla precedente tornata elettorale. Il terzo partito è il Partito indipendentista scozzese Snp che ha fatto incetta di voti in Scozia polverizzando le altre forze politiche e aggiudicandosi 48 seggi, 13 in più dell'ultimo round. Scacco totale per i liberal democratici che portano a casa solo 11 seggi, perdendone uno con la nuova e giovane leader Jo Swinson che non è stata rieletta.

"Pare sia una grande vittoria per Boris", ha twittato il capo della Casa Bianca, Donald Trump, da sempre grande sostenitore dell'ex sindaco di Londra. E lo è.
 
A poche ore di distanza da un primo tweet sulle elezioni nel Regno Unito Trump ha scritto: "Adesso Gran Bretagna e Usa sono libere di mettere a punto un grande nuovo accordo commerciale dopo la Brexit. Questo accordo ha il potenziale per essere il più redditizio di qualsiasi accordo mai siglato con l'Ue". 



Crollo laburista
Per i Tory è il miglior risultato dai tempi della Thatcher e rende ancora più amara la debacle del Partito di Corbyn con il peggior dato dal 1935. La resa dei conti è gia' in corso. "E' colpa di un solo uomo, della sua campagna, del suo manifesto , della sua leadership", twitta Siobhan McDonagh, una candidata laburista. E l'ex ministro dell'Interno laburista, Alan Johnson, deputato uscente, rincara: "Non ho mai immaginato che potessimo scendere sotto i 200 seggi. Questo è Corbyn".

E pensare che sono passati solo due anni da quando Jeremy Corbyn veniva festeggiato come una rockstar. Certo hanno pesato molto le accuse di antisemitismo rivolte al suo partito, e certamente anche le critiche reiterate - che il premier Boris Johnson non ha mai mancato di rinfacciargli - di non esser mai stato sufficientemente netto proprio sulla madre di tutte le battaglie, in Gran Bretagna, ossia la Brexit.

Johnson esulta: siamo la più grande democrazia al mondo 
"Grazie a tutti nel nostro grande paese, a chi ha votato, a chi è stato volontario, a chi si è candidato. Viviamo nella più grande democrazia del mondo". Lo ha twittato Boris Johnson subito dopo la diffusione degli exit poll che segnalano per i conservatori la conquista della maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni.



"Onoreremo mandato elettori su Brexit entro 31 gennaio"
Il Regno  Unito onorerà il mandato "schiacciante" ricevuto ieri dal  popolo inglese e lo farà entro il 31 di gennaio. E' quanto ha detto il primo ministro britannico Boris Johnson in un  breve statement pronunciato davanti alla residenza di Downing Street all'indomani della clamorosa vittoria. "Lunedì i deputati arriveranno a Westminster per formare un  nuovo parlamento - ha detto - e sono orgoglioso di poter dire che i membri del nostro nuovo governo della nazione arriveranno da distretti che non hanno eletto un conservatore  per 100 anni e avranno il mandato schiacciante prodotto da  queste elezioni di portare a termine la Brexit e onoreremo questo mandato entro il 31 di gennaio".

E poi: il Regno Unito "deve costruire una nuova partnership con la Ue", ha detto Johnson nel breve discorso tenuto davanti a Downing Street, nel quale, come nell'intervento di stamattina, ha esortato il Paese a mettere da parte le rivalità della campagna elettorale e a concentrarsi sulle prossime sfide.

Scozia scalpita: "Vogliamo nuovo referendum su indipendenza"
La Scozia deve essere autorizzata a indire un nuovo referendum sull'autodeterminazione dopo la schiacciante vittoria dei conservatori alle elezioni di ieri, che mettono il Regno Unito in dirittura di arrivo verso la Brexit. "Boris Johnson avrà magari ricevuto un mandato per fare uscire l'Inghilterra dall'Unione Europea. Non ha assolutamente il mandato di fare uscire la Scozia dall'Unione Europea. La Scozia deve avere possibilità di scelta sul proprio futuro", ha dichiarato la leader dello Scottish National Party (SNP) Nicola Sturgeon, capo del governo scozzese. 



Shock anche per i liberaldemocratici: la 39enne neo-leader del partito più radicalmente anti-Brexit del lotto, Jo Swinson, che aveva cercato di proporsi addirittura come una rivale diretta di Boris Johnson e di Jeremy Corbyn, non solo non è riuscita a far avanzare la sua formazione, ma è stata bocciata anche a livello personale nel collegio di Dumbartonshire East: scalzata per 149 voti da Amy Callaghan, indipendentista scozzese dell'Snp. Swinson non ha però annunciato le dimissioni da leader.

Farage non prende seggi ma si consola: la Brexit si farà
Nigel Farage, icona della Brexit, non ottiene seggi ma si consola perché, dice, con la vittoria di Johnson finalmente Londra uscirà dall'Unione europea. Il suo Brexit Party, secondo gli exit poll, non elegge nemmeno un deputato a Westminster: nei collegi in cui il candidato conservatore rischiava di non essere eletto, il partito di Farage aveva deciso di non correre. "Abbiamo aiutato moltissimo Boris Johnson", dice il leader.

Conte: "Good Luck" al prossimo premier
"Good Luck", buona fortuna. È il messaggio che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte invia al prossimo primo ministro inglese. Il premier risponde così a chi lo interpella a margine del Consiglio europeo a Bruxelles. 
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