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ITALIA

Funerali tra la commozione generale

Firenze: l'ultimo saluto a Franco Zeffirelli, è il giorno del lutto

L'intera comunità fiorentina si stringe attorno al suo Maestro. Grande la partecipazione popolare, tra presenze illustri e ricordi commossi

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Applausi per il maestro Franco Zeffirelli all'arrivo del feretro in piazza Duomo, seguito in corteo dalla camera ardente di Palazzo Vecchio fino all'ingresso della basilica di Santa Maria del Fiore. Un tragitto con una sola sosta, per un minuto di silenzio, davanti alla sede della Fondazione Zeffirelli. Oltre 2 mila persone hanno voluto partecipare ai funerali di Franco Zeffirelli nel Duomo di Firenze. Applausi, interminabili, anche al termine della funzione religiosa, celebrata dal cardinale Giuseppe Betori e accompagnata dal Coro della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, che ha vissuto momenti di particolare commozione. Presenti il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, Gianni Letta e il sottosegretario agli Affari Esteri Guglielmo Picchi; il presidente della Giunta regionale, Enrico Rossi, con il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani,  il prefetto Laura Lega e il sindaco Dario Nardella. Insieme ai figli del regista, Pippo e Luciano, le gemelle Alice ed Ellen Kessler, da sempre legate da grande amicizia a Franco Zeffirelli. Presente infine, in rappresentanza dell'Acf Fiorentina, il braccio destro di Rocco Commisso, Joe Barone.

Firenze saluta il regista
Quando il feretro ha lasciato Palazzo Vecchio, dove era stata allestita la camera ardente, erano oltre 7 mila le persone che avevano reso omaggio alla salma di Franco Zeffirelli. Tra di loro, l'attore inglese Leonard Whiting, Vittorio Sgarbi, l'ex presidente del Consiglio e senatore a vita Mario Monti, il presidente del consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati e il soprintendente del Maggio Musicale, Cristiano Chiarot.

Il sindaco di Firenze
"Firenze sta restituendo al maestro tutto ciò che lui le ha dato, ma è da oggi che tutti noi dobbiamo impegnarci. Quello che lui ha voluto è che la nostra città possa crescere, penso alla sua Fondazione, al centro internazionale per le arti dello spettacolo". Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella. "Il nostro ricordo non deve essere carico di nostalgia, ma di speranza, di futuro e di orgoglio perchè lui era orgoglioso di essere fiorentino. Amava Firenze come una sorella".

Il cardinale Betori
"Ognuno ha i suoi ricordi: uno lo ha anche chi vi parla, che non può dimenticare che il giorno in cui giunse vescovo in questa città  trovò Franco Zeffirelli ad accoglierlo ai piedi dell'immagine di Maria cara a tutti i fiorentini, quella della Ss.ma Annunziata". Lo ha affermato l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, nell'omelia pronunciata in occasione dei funerali di Franco Zeffirelli nella cattedrale di Santa Maria del Fiore. "Per me fu un segno che Firenze mi avrebbe voluto bene, nella sua Madre e nei suoi figli, di cui quell'uomo, così illustre e famoso nel mondo, si faceva interprete". "La vita che Franco Zeffirelli porta con sé davanti al Signore - ha detto inoltre Betori - è quella di un uomo di cultura, di un artista. Nell'espressione culturale e artistica la Chiesa riconosce una modalità  alta della vocazione dell'uomo alla trascendenza e quindi un'esperienza che si intreccia con il cammino della fede".
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