Secondo Nessuno tocchi Caino è il secondo stato-boia

In Giappone torna il boia

Stamani sono stati giustiziati tre detenuti nel braccio della morte nipponico, tra cui un cittadino cinese di 41 anni. Dall'inizio del 2007, il Giappone ha portato a termine 27 esecuzioni capitali.

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Roma, 28 Luglio 2009

Dopo sei mesi dall'ultima serie di esecuzioni capitali, in Giappone torna il boia. Stamani sono stati giustiziati tre detenuti nel braccio della morte nipponico, tra cui un cittadino cinese di 41 anni. Dall'inizio del 2007, il Giappone ha portato a termine 27 esecuzioni capitali: 9 nel 2007, 15 nel 2008, a cui si aggiungono le tre impiccagioni di oggi. Il Giappone, stando a un rapporto di Nessuno tocchi Caino, è il secondo stato-boia per numero di esecuzioni capitali dopo gli Stati Uniti, tra i paesi indicati come 'democrazie liberali' che praticano ancora la pena di morte. Il ministro della Giustizia, Eisuke Mori, ha autorizzato la terza serie di impiccagioni - in tutto nove giustiziati - dall'inizio del suo mandato, lo scorso settembre, quando mancano poche settimane alle elezioni generali del 30 agosto.

A finire sul patibolo sono stati i pluriomicidi Yukio Yamaji (25 anni), condannato per aver assassinato due sorelle a Osaka nel 2005, Hiroshi Maeue (40 anni), colpevole di aver ucciso nel 2005 tre persone conosciute tramite un sito web per aspiranti suicidi, e il cittadino cinese Chen Detong, che nel 1999 aveva assassinato tre connazionali a Kawasaki, periferia occidentale di Tokyo. Dopo le impiccagioni di oggi, fa sapere il ministero della Giustizia, rimangono nel braccio della morte 101 detenuti, di cui 63 in cerca della revisione del processo.