Lodo Alfano illegittimo

"Vado avanti, Consulta di sinistra". Attacco a Napolitano

La Corte costituzionale ha bocciato il 'lodo Alfano' per violazione dell'art.138 della Costituzione, cioè l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal 'lodo' per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Bocciato anche per violazione dell'art.3 (principio di uguaglianza). Berlusconi: vado avanti, la Consulta è di sinistra. Napolitano si sa da che parte sta. Il Capo dello Stato: io sto con la Costituzione. Il premier: non mi interessa cosa dice Napolitano, mi sento preso in giro. Ministro Alfano: "Ora c'è il conflitto premier-cittadino. Non pensiamo a una legge costituzionale, perché aprirebbe all'immunità parlamentare". Bossi: se si ferma il federalismo facciamo la guerra. Opposizione: ristabilita l'uguaglianza. In serata il premier a Porta a Porta ribadisce: la Corte organo politico.

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Silvio Berlusconi

Roma, 07 Ottobre 2009

La Consulta ha bocciato il 'lodo Alfano' per violazione dell'art.138 della Costituzione, vale a dire l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come quella usata dal 'lodo' per sospendere i processi nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato). Il 'lodo' è stato bocciato anche per violazione dell'art.3 (principio di uguaglianza).

L'effetto della decisione della Consulta sarà la riapertura di due processi a carico del premier Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.

La decisione della Corte Costituzionale di dichiarare l'illegittimità del 'lodo Alfano' è stata presa a maggioranza. Il 'verdetto' della Corte costituzionale sarà ufficializzato a breve dalla Consulta con un comunicato.

Violato anche il principio di uguaglianza
Il lodo Alfano viola anche l'articolo 3 della Costituzione, inerente il principio di uguaglianza. E' quanto hanno sancito i giudici della Consulta, con la decisione di oggi sulla legge che sospende i processi penali per le 4 piu' alte cariche dello Stato.

Napolitano, sulla costituzionalità decide la Consulta
Il giudizio di costituzionalita' delle leggi "spetta soltanto alla Corte Costituzionale", e la sua decisione è stata accolta dal presidente ella Repubblica Giorgio Napolitano "con rispetto". E' quanto si apprende negli ambienti del Quirinale a proposito della bocciatura del Lodo Alfano.

Berlusconi: vado avanti, la Consulta è di sinistra
"Andiamo avanti, dobbiamo governare 5 anni con o senza lodo". Cosi', il premier Silvio Berlusconi, uscendo da Palazzo Grazioli e conversando con i cronisti che lo attendevano sotto la sua residenza per un commento sulla sentenza di incostituzionalita' del lodo Alfano. "Non ci ho mai creduto perche' - ha proseguito - con una Corte costituzionale con 11 giudici di sinistra era impossibile che lo approvassero".

"Capo dello Stato di parte"
"Il Capo dello Stato sapete voi da che parte sta: abbiamo giudici della Corte Costituzionale eletti da tre capi dello Stato della sinistra che fanno della Consulta non un organo di garanzia ma un organo politico" ha affermato il premier Berlusconi conversando con i giornalisti mentre usciva da palazzo Grazioli.

Napolitano: "Tutti sanno che sto con la Costituzione"
Immediata la risposta del Capo dello Stato:"Tutti sanno da che parte sta il Presidente della Repubblica. Sta dalla parte della Costituzione, esercitando le sue funzioni con assoluta imparzialita' e in uno spirito di leale collaborazione istituzionale". Lo si legge in una nota del Quirinale.

Berlusconi: "Non mi interessa quel che dice Napolitano"
Immediata la replica alle parole del Capo dello Stato: "Non mi interessa quello che ha detto Napolitano, mi sento preso in giro". Cosi' Silvio Berlusconi tornando a Palazzo Grazioli ha risposto ai giornalisti a proposito della nota del Quirinale dopo la sentenza della Consulta sul Lodo Alfano.

Berlusconi: c'è il rischio di alterare i poteri dello Stato
"Non posso non rispettare il responso della Corte Costituzionale nel quadro di un sistema democratico. Prendo atto tuttavia che questo sistema, soprattutto per le modalita' con cui vengono eletti i membri della Corte, rischia di alterare nel tempo un corretto equilibrio fra i poteri dello Stato, i quali traggono tutti origine dalla sovranita' del popolo".

E' la dichiarazione, diffusa da Palazzo Chigi, con la quale il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi commenta la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano. "La solidita' di questo governo non è in alcun modo intaccata da questo pronunciamento - dice Berlusconi - ne' tanto meno la mia volonta' di proseguire con determinazione nel mandato ricevuto dal popolo e rinnovato in tutte le piu' recenti competizioni elettorali. Una volonta' che si rafforza e che riceve ogni giorno il sostegno compatto e solidale della volonta' politica della maggioranza che sostiene l'attuale governo". "Per il resto - conclude il presidente del Consiglio - non ho il minimo dubbio che le accuse infondate e risibili che ancora mi vengono rivolte cadranno sotto il vaglio di magistrati onesti, indipendenti e ossequienti alla legge e alla propria coscienza".

Berlusconi: li sburgiarderò
"I processi che mi scaglieranno sul piatto sono autentiche farse: sottrarro' qualche ora alla cura della cosa pubblica per andare la' e sbugiardarli tutti".

Ministro Alfano: ora c'è il conflitto premier-cittadino
"Con la bocciatura del lodo si crea un problema: da una parte c'e' Silvio Berlusconi premier, legittimato da milioni di voti, che ha diritto di governare, e, dall'altra, vi è il cittadino Silvio Berlusconi, che ha il diritto di difendere se stesso nelle aule di tribunale": lo ha detto, a Porta a Porta, il ministro della Giustizia Angelino Alfano. "Silvio Berlusconi se fa l'uno non fa l'altro": cioe', se deve difendersi in tribunale - sostiene il ministro Alfano - "dovra' sottrarre parte del suo tempo a quello destinato al governo del Paese, e noi riteniamo che non sia giusto distogliere il presidente del Consiglio dal proprio impegno nei confronti del Paese".

"Non pensiamo a una legge costituzionale"
"Non abbiamo intenzione di seguire la via della legge Costituzionale". Lo ha detto a 'Porta a Porta' il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, alla domanda se il governo stia pensando all'ipotesi di un terzo lodo dopo la bocciatura di questa sera della Consulta. "Questo - ha spiegato Alfano - aprirebbe il campo a una ipotesi di immunita' parlamentare che non è nella nostra agenda. Comunque sulle valutazioni faremo il punto domani quando è convocato un ufficio politico del Pdl".

Bonaiuti: sentenza politica, Berlusconi va avanti
"E' una sentenza politica, ma il presidente Berlusconi, il governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall'aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto". Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti.

Bossi: se si ferma il federalismo facciamo la guerra
"Andiamo avanti, non ci piegano". Umberto Bossi, prima di entrare in una riunione del gruppo della Lega, commenta cosi' la decisione della Consulta sul Lodo Alfano. E parla del suo incontro, concluso poco fa, con Silvio Berlusconi.

"Nemmeno lui vuole le elezioni anticipate - dice - L'ho trovato forte e questo mi ha fatto molto piacere, l'ho trovato deciso a combattere". "Se si ferma il federalismo facciamo la guerra". Lo ha affermato il leader della Lega Umberto Bossi conversando con i giornalisti subito dopo la notizia della bocciatura del lodo Alfano da parte della Consulta. Il Senatur è stato avvicinato poco prima di entrare a Montecitorio.

Gasparri (Pdl): la Consulta non è più un organo di garanzia
"La Corte, un tempo costituzionale, da oggi non è piu' un organo di garanzia, perche' smentendo la sua giurisprudenza ha emesso una decisione politica, che non privera' il Paese della guida che gli elettori hanno scelto e costantemente rafforzato di elezione in elezione". Lo dice Maurizio Gasparri, presidente del gruppo Pdl in Senato, che aggiunge: "E' una giornata buia per i valori della legalita' e che segna il tramonto di una istituzione che ha obbedito a logiche di appartenenza politica e non a valutazioni di costituzionalita'. Il governo andra' avanti, mentre chi ha tradito la propria funzione di garanzia non cancellera' la volonta' democratica del popolo italiano".

Decisione presa a maggioranza
La decisione della Consulta sul Lodo Alfano è stata presa a maggioranza, come era gia' emerso dalle indiscrezioni circolate in questi giorni. A favore della bocciatura, secondo quanto si apprende, 9 giudici, contro 6 che avrebbero sostenuto fino in fondo la legittimita' della norma che sospende i procedimenti penali nei confronti delle quattro piu' alte cariche dello Stato. La Corte ha accolto dunque le motivazioni principali dei ricorsi presentati dal tribunale di Milano, con due distinte ordinanze, una nell'ambito del processo sui presunti fondi neri di Mediaset, l'altra sollevata nel corso del procedimento che vede imputato il premier con l'avvocato inglese David Mills. Inammissibile, invece, il ricorso presentato dal gip del tribunale di Roma, nell'ambito dell'inchiesta sulla 'compravendita' di senatori.

Il comunicato della Consulta
Da Palazzo della Consulta è stato diffuso il seguente comunicato: "La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimita' costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresi' dichiarato inammissibili le questioni di legittimita' costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma".

Cicchitto: dalla Consulta attacco a Berlusconi
"E' incontestabile che la Corte costituzionale abbia rovesciato la sua precedente impostazione. L'unica spiegazione di questo cosi' profondo cambiamento della sua dottrina sulla materia regolata dal lodo Alfano deriva da un processo di politicizzazione della Corte che si schiera sulla linea dell'attacco a Berlusconi". Lo dice il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che aggiunge: "Ma Berlusconi, forte dell'appoggio di cui gode nel Paese, continuera' a governare, affrontando a viso aperto processi imbastiti sulla base dell'uso politico della giustizia. E' evidente che questo deliberato della Corte da' un contributo al deterioramento della dialettica politica nel nostro Paese, considerando anche il sicuro uso strumentale che di esso verra' fatto. In questa vicenda dovra' far sentire la sua voce quella che sappiamo essere la maggioranza del popolo italiano".

 

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