Concia: la colpa è anche del Pd

Per la Camera la legge sull'omofobia è incostituzionale

Affossata dall'aula della Camera la legge contro l'omofobia. Con 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti, l'assemblea di Montecitorio ha approvato la pregiudiziale di incostituzionalità dell'Udc.

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In attesa davanti alla Camera

Roma, 13 Ottobre 2009

Affossata dall'aula della Camera la legge contro l'omofobia. Con 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti, l'assemblea di Montecitorio ha approvato la pregiudiziale di incostituzionalità sollevata dall'Udc.

Poco prima l'aula di Montecitorio aveva respinto il rinvio in commissione Giustizia della proposta di legge sull'omofobia, presentata da Paola Concia del Pd. La maggioranza è stata battuta sul rinvio che era stato chiesto da Pdl e Lega ed anche, per quanto riguarda l'opposizione, dall'Udc. La proposta di rinviare l'esame del testo sull'omofobia in commissione giustizia, formulata dal presidente Giulia Bongiorno, era stata appoggiata, nelle dichiarazioni di voto, dai gruppi della Lega, del Pdl e dell'Udc.

Franceschini: la destra ha affossato la legge
"Il dato politico è che la destra ha bocciato la legge contro l'omofobia. Il resto è gestione d'Aula e strategia parlamentare". Dario Franceschini, segretario del Pd, spiega così quanto accaduto alla Camera, e respinge le accuse di chi - come Paola Concia, prima firmataria della legge - accusa il Pd di non aver votato a favore del rinvio in Commissione che avrebbe comunque salvato la legge: "La nostra richiesta era un rinvio in commissione ma con una data certa. Siccome il Pdl non ci ha voluto dare una data certa, rinviare la legge in Commissione significava affossarla".

Concia: mi vergogno di far parte del Parlamento
"Mi vergogno di far parte di questo Parlamento". Anna Paola Concia esce furibonda dall'aula della Camera, che ha appena bocciato per incostituzionalita' la proposta di legge sull'omofobia di cui la deputata Pd era relatrice.

Concia ne ha per tutti: il Pdl, che "ha detto bugie"; ma anche per il suo gruppo, che "senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in Commissione".

La Binetti vota contro, Franceschini: è un problema 
Paola Binetti vota a favore della pregiudiziale di costituzionalità che boccia di fatto la legge contro l'omofobia e Dario Franceschini, segretario Pd, commenta secco: "E' una vergogna", dopo aver fatto presente che questo rappresenta "un problema".

"E' una vergogna - afferma Franceschini - perché dopo che tanti esponenti della destra si erano detti disponibili a norme contro l'omofobia, che non dovrebbero avere colore politico, hanno votato compatti insieme all'Udc per bloccare la legge. La risposta che si dà agli omosessuali è che la legge non si fa, dovrebbero vergognarsi".

Binetti: si rischiava il reato di opinione
Paola Binetti si difende dicendo che "la formulazione dell'emendamento era ambiguo. Il mio voto è in continuita' con quello che avevo espresso due anni fa in Senato sullo stesso argomento".

"Io sono pero' sbalordita perche' speravo che il testo potesse essere rinviato in commissione in modo che fosse riformulato in modo che ci fosse una separazione netta tra il no alla violenza e la liberta' di espressione".

Per la Binetti, infatti, l'emendamento rischiava di "indurre in reato chi la pensa in modo diverso, ad esempio, rivendicare la superiorita' del matrimonio.

Quanto a Franceschini, "lo capisco - aggiunge - io pero' non valuto questo voto in chiave di opportunita' politica, ma in rappresentanza di un valore e di un modello di societa'. Io sono contraria a qualsiasi forma di violenza, ma questo emendamento
lasciava la porta aperta ad interpretazioni ambigue che potevano configurare il reato di omofobia anche per opinioni diverse".

'Finiani' votano con Pd e Idv contro la pregiudiziale
Un gruppo di deputati 'finiani' del Pdl hanno votato con Pd e Italia dei Valori contro la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'Udc al 'testo Concia' sull'omofobia e approvata dall'Aula. Si tratta di Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Adolfo Urso, Flavia Perina e Benedetto Della Vedova. Hanno votato 'no' con loro anche Peppino Calderisi, Chiara Moroni, Mario Pepe e Roberto Tortoli.