Caso Medusa. La Cassazione assolve definitivamente Berlusconi

La quinta sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso avanzato dal sostituto procuratore di Milano, Ugo Dello Russo, e l'assoluzione di Silvio Berlusconi, già sentenziata il 9 febbraio dello scorso anno dalla Corte di Appello di Milano "per non aver commesso il fatto", passa così in giudicato.

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Berlusconi assolto definitivamente per il caso Medusa

Milano, 01 Ottobre 2001

La quinta sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso avanzato dal sostituto procuratore di Milano, Ugo Dello Russo, e l'assoluzione di Silvio Berlusconi, già sentenziata il 9 febbraio dello scorso anno dalla Corte di Appello di Milano "per non aver commesso il fatto", passa così in giudicato. 

Il procedimento era quello relativo al contratto di acquisto della partecipazione della società Medusa film. Gli avvocati Ennio Amodio e Giuseppe De Luca, difensori di Berlusconi, avevano chiesto l'inammissibilità del ricorso della procura di Milano ricordando che la sentenza assolutoria della Corte d'Appello aveva già rilevato come in nessuna delle fasi della trattativa per l'affare Medusa "risulti adeguatamente provata l'esistenza di un contributo casualmente efficiente di Silvio Berlusconi". Lo stesso Procuratore Generale della Cassazione ha criticato il ricorso della procura milanese in quanto contenente censure che mirano a una "rilettura dei fatti non ammissibile in Cassazione".

Soddisfatta la difesa
Nei processi le responsabilità si accertano in base alle prove e non alimentando congetture o ipotesi prive di riscontro nella voce dei testimoni e nei contenuti dei documenti, attaccano soddisfatti i legali di Berlsuconi. "Guardato alla luce delle nuove norme sui rendiconti contabili delle società - sostengono gli avvocati - l'esito del processo mostra bene quanto sterili siano le polemiche di questi giorni sulle reali finalità della riforma. Silvio Berlusconi vede confermata la sua innocenza, in questa come in altre vicende giudiziarie, non in base ai nuovi parametri di una legge fresca di stampa. Sono i fatti a svuotare di ogni credibilità gli addebiti edificati dalle procure che hanno dato avvio alle indagini".