Pisanu: pericoli di collusione tra mafia e politica

Mafia, un affare da 140 miliardi l'anno

Il presidente dell'antimafia polemico con la politica economica del governo, "Tremonti naviga a vista" dice Beppe Pisanu alla Festa dell'Api, a Labro. Pisanu denuncia il pericolo di collusioni tra mafia e politica visto l'enorme giro di denaro gestito dalla criminalità organizzata. Pisanu d'accordo con Napolitano: disoccupazione allarmante.

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Giuseppe Pisanu

Rieti, 03 Settembre 2010

"Senza fare riferimento a schemi del passato, certamente possiamo dire che c'e' un pericolo per i rapporti tra poteri politici e mafia".

E' questa l'opinione di Giuseppe Pisanu (Pdl) presidente della Commissione antimafia il quale ha ricordato che "le mafie girano affari ed economie sommerse per 140 miliardi di euro l'anno".

"Si tratta di un importo - ha aggiunto - pari a 10 manovre finanziarie. La gestione di questi enormi fondi comporta una vasta complicita' con le professioni, banchieri, notai, avvocati, commercialisti, amministratori locali e anche esponenti politici. E' gigantesco il problema che la mafia si sia inabissata nell'economia. La Commissione sta lavorando nella direzione di tagliare queste radici".

Critiche a Tremonti
"Con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti temo che si navighi a vista in un mare burrascoso e senza bussola". E' questa l'opinione di Giuseppe Pisanu (Pdl), che ha partecipato ad un dibattito per la Festa nazionale dell'Api.

Il presidente dell'antimafia ha detto di condividere le preoccupazioni di Giorgio Napolitano sulla crisi: "Ci sono problemi enormi e le risposte dei due poli non sono commisurate alla portata della crisi.

In Germania Merkel ha imposto una manovra pesante. In Italia, invece, c'e' stata una manovra leggera liquidata con due voti di fiducia".

"Il ministro del Tesoro - ha detto ancora Pisanu - detiene in esclusiva tutti i parametri dell'economia e nessuno sa niente. Ostenta sicurezza e dice che i fondamentali sono in ordine, ma la disoccupazione - ha concluso Pisanu - cresce a dismisura, come pure la distanza ormai abissale tra Nord e Sud".