Le perplessità di Landini

Fiat, timori sullo spin off dalla Fiom. Epifani incontra i tre di Melfi

Critiche sullo spin off della Fiat da parte di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom. Landini ha accompagnato i tre operai licenziati a Melfi a un incontro con il segretario confederale della Cgil, Guglielmo Epifani.

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I tre operai di Melfi incontrati dal segretario della Cgil Epifani

Roma, 16 Settembre 2010

Arrivano le reazioni dei sindacati allo spin off sancito oggi fra Fiat Auto e Fiat Industry. Per Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, “il rischio è che sia la Chrysler a comprare la Fiat e non viceversa”. Rispetto al fatto che lo spin off faciliti un possibile trasferimento della “testa” di Fiat altrove, Landini ha continuato: “Non vorremmo trovarci con una situazione in cui l’Italia diventi un paese con qualche stabilimento di assemblaggio, mentre la progettazione e le produzioni più importanti e innovative vengono fatte da qualche altra parte”.

Il segretario Fiom ha sottolineato come ci possa anche essere un fondamento industriale nello scorporo ma questo porterà anche a una diminuzione dell’impegno della famiglia nel settore dell’auto. “Il nostro obiettivo è che Fiat resti qui, che produca e aumenti l’occupazione, e che ascolti le persone nei suoi stabilimenti”, ha continuato Landini. “C’è grande preoccupazione” nei lavoratori e se Marchionne “vuole il consenso, deve fare accordi che tengano conto della volontà dei lavoratori”.

L’incontro fra i tre di Melfi, Landini e Epifani
Landini ha accompagnato i tre operai di Melfi Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli ad un incontro con il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Sui rapporti fra Fiom e Cgil, Landini ha sottolineato che Epifani chiuderà la manifestazione nazionale del 16 ottobre a Roma e che "non è il momento di costruire posizioni diverse che non esistono".

Per il segretario generale Epifani i tre di Melfi “sono persone che stanno pagando un prezzo non giusto in un clima sociale difficile”. Gli operai sono giunti a Roma dopo quella che hanno chiamato “una marcia per il lavoro” in tutti gli stabilimenti Fiat del sud. Hanno raggiunto il presidio della Fiom davanti al ministero della Giustizia per denunciare che “la legge si ferma ai cancelli delle fabbriche”.

Sull’incontro con il segretario della Cgil, Giovanni Barozzino ha detto “Epifani è con noi”. “È preoccupato perché non si costruisce così il clima all’interno delle fabbriche” ha ribadito Antonio Lamorte, un altro dei tre operai.

La vicenda
I tre operai, fra cui due delegati Fiom, della Fiat-Sata di Melfi erano stati licenziati a metà luglio, accusati dalla Fiat di aver sabotato la produzione durante uno sciopero. Il 9 agosto erano stati reintegrati dal giudice del lavoro. La Fiat aveva presentato un ricorso contro il reintegro e successivamente aveva ammesso la loro presenza solo nella saletta sindacale dello stabilimento, senza permettergli di tornare al lavoro, come stabilito dalla sentenza del giudice. Il 6 ottobre prossimo ci sarà la prima udienza del procedimento di opposizione.