Sentenza del Tribunale su un lavoratore di Pomigliano

Fiat e i licenziamenti, un altro operaio reintegrato dal giudice

Un operaio e' stato reintegrato dal Tribunale di Napoli nel suo posto di lavoro, alla Fiat di Pomigliano d'Arco, che e' stata condannata anche al risarcimento dei danni subiti dal lavoratore. L'operaio ex carrellista e con ridotta capacita' lavorativa per motivi di salute, poi adibito con mansioni di terminalista al reparto stampaggio, era stato licenziato in seguito ad una lite con un vigilante, mentre cercava di raggiungere l'infermeria per un malore.

Vota:

Votata: 4volte, Media voti: 5

I cancelli della fabbrica di Pomigliano

Napoli, 16 Ottobre 2010

Un operaio è stato reintegrato dal Tribunale di Napoli nel suo posto di lavoro, alla Fiat di Pomigliano d'Arco, che è stata condannata anche al risarcimento dei danni subiti dal lavoratore.

Lo ha reso noto Vittorio Granillo, del coordinamento nazionale dello Slai Cobas. "Stavolta - spiega Granillo - si tratta di Mauro Buonomo, 35enne di Acerra, licenziato nel gennaio 2008 dalla G. Vico Handlig di Pomigliano, reparto che si occupa della gestione materiali e dell'approvvigionamento delle linee di produzione.

L'operaio ex carrellista e con ridotta capacita' lavorativa per motivi di salute, poi adibito con mansioni di terminalista al reparto stampaggio, era stato licenziato in seguito ad una lite con un vigilante, mentre cercava di raggiungere l'infermeria per un malore.

Secondo il vigilante l'operaio si era allontanato senza permesso, ma il lavoratore non aveva potuto chiederlo a nessuno per la mancanza di un superiore. Il Tribunale di Napoli ha dichiarato l'illegittimita' del licenziamento per mancanza di proporzionalita' tra fatto e sanzione, ed ha ordinato il reintegro al posto di lavoro, condannando la societa' al risarcimento del danno subito dal lavoratore".

La sentenza segue i precedenti provvedimenti del Tribunale di Nola che, sempre in accoglimento dei ricorsi presentati dallo Slai cobas, reintegrava lo scorso marzo altri due operai del Vico.

"Le ripetute decisioni dei giudici - aggiunge Granillo - confermano e censurano la strumentale ed illegittima arbitrarieta' con cui la Fiat, a seguito della svolta autoritaria delle relazioni sindacali dettata da Marchionne, licenzia decine di lavoratori nei vari stabilimenti per motivi innanzitutto politici ed improntati al massimo sfruttamento della forza lavoro. Una politica, quella di Marchionne, particolarmente facilitata a Pomigliano da FIOM-FIM-UILM che hanno azzerato di fatti il sindacato in fabbrica impedendo ormai da un anno e quattro mesi il rinnovo delle RSU decadute nel giugno 2009 per fine mandato".