Il leader Cgil intervistato sul futuro di Mirafiori e Pomigliano

Camusso: rischio balcanizzazione del contratto

"Marchionne deve smetterla di disprezzare l'Italia. E non per gli aiuti che la Fiat ha ricevuto in tanti anni. Ma perche' questo Paese ha permesso alla Fiat di essere monopolista". A parlare e' Susanna Camusso, segretario della Cgil, intervistata dalla Repubblica sul tema del contratto di lavoro dell'auto e sui piani della Fiat per l'Italia. Se e' un nuovo contratto nazionale, serve una discussione aperta, non predeterminata". Il rischio, altrimenti, e' una "balcanizzazione del sistema contrattuale".

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Susanna Camusso, neosegretario Cgil

Roma, 12 Dicembre 2010

"Marchionne deve smetterla di disprezzare l'Italia. E non per gli aiuti che la Fiat ha ricevuto in tanti anni. Ma perche' questo Paese ha permesso alla Fiat di essere monopolista". A parlare è Susanna Camusso, segretario della Cgil, intervistata dalla Repubblica sul tema del contratto di lavoro dell'auto e sui piani della Fiat per l'Italia.

Secondo il neosegretario, Marchionne dovrebbe tenere conto del fatto che è "il patrimonio costruito nel tempo che gli puo' permettere di giocare nel mondo. Quel patrimonio - prosegue - è stato largamente svalorizzato negli ultimi anni. La Fiat dovrebbe confrontarsi con la Volkswagen che oggi è in grado di investire 44 miliardi di euro e programmare 50mila assunzioni".

"Se poi Marchionne - argomenta Susanna Camusso con Repubblica - con le sue critiche intende porre il problema della mancanza di una politica per l'auto da parte di questo governo, ha ragione da vendere". Ma questo non è un buon motivo, aggiunge, "per scaricare tutto sui lavoratori e far saltare il sistema delle garanzie per i lavoratori stessi".

Quanto ai piani annunciati dalla Fiat, Camusso rileva che per il momento ci sono i 700 milioni di euro per Pomigliano e un miliardo per Mirafiori, "continuiamo a non vedere il piano 'Fabbrica Italia'. E' un piano che per ora non esiste. Ha ragione il segretario della Cisl, Bonanni: prima gli investimenti e poi le ricadute sul lavoro".

Quanto al ruolo di Confindustria, secondo il leader della Cgil, in questo momento è quello della vittima da un lato, "perche' la mossa di Marchionne - dice Camusso - indebolisce il sistema di rappresentanza della Confindustria"; ma è anche 'complice', perche' questa situazione "non è altro che la conseguenza della destrutturazione delle regole avviata con l'accordo separato sul modello contrattuale".

Infine, secondo Camusso spetta proprio alla Confindustria "chiamare al tavolo i sindacati per scrivere, eventualmente, il nuovo contratto per l'auto", ma "prima si deve stabilire cos'e' il contratto dell'auto. Se è un nuovo contratto nazionale, serve una discussione aperta, non predeterminata". Il rischio, altrimenti, è una "balcanizzazione del sistema contrattuale".