Amnesty International parla di 46 vittime

Human Rights Watch: i morti in Libia sono 84

Sono 84 le persone rimaste uccise nei tre giorni di proteste antigovernative in Libia, secondo la stima di Human Rights Watch diffusa oggi in un comunicato. Diverse le cifre di Amnesty International che parla, invece, di 46 vittime. E sul sito www.almanaralink.com, il video della morte di un manifestante

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Gli scontri a Tripoli

Tripoli, 19 Febbraio 2011

Sono 84 le persone rimaste uccise nei tre giorni di proteste antigovernative in Libia, secondo la stima di Human Rights Watch diffusa oggi in un comunicato. Il calcolo dell'organizzazione per i diritti umani è basato su testimonianze raccolte negli ospedali e dai testimoni oculari. Diversa la stima di Amnesty International che parla, invece, di 46 vittime.

Oscurato il web
Inoltre la compagnia di sicurezza del Massachussets 'Arbor Networks' ha comunicato che intorno all'una di notte ora italiana il traffico internet in Libia è stato interrotto di colpo. Tripoli ha "bruscamente interrotto l'accesso alla rete alle 2.15 locali (l'1.15 in Italia). Le connessioni a Interner erano gia' molto disturbate da venerdi'. Nel paese non è più visibile nemmeno la tv satelittare Al Jazeera e, in alcune zone, manca anche la corrente elettrica.

Un video mostra la morte di un manifestante
Intanto, un video molto crudo che mostra apparentemente l'uccisione di un manifestante libico da parte delle forze di sicurezzaè stato postato sulla pagina Facebook del gruppo di opposizione Almanara.
Il video, della durata di 47 secondi, è di pessima qualità e girato probabilmente con un telefonino. La didascalia dice che la scena è stata ripresa il 17 febbraio ad Al Baida e che le forze di sicurezza coinvolte sarebbero il 5/o battaglione Gheddafi.

Nelle immagini si vedono manifestanti che fronteggiano poliziotti o militari da una certa distanza, gridando slogan, e si sentono diversi spari. Quindi si sente una botta e si vede un uomo riverso a terra che perde copiosamente sangue dalla testa, come se avesse un buco sulla nuca. L'uomo viene poi trascinato via, lasciando una scia di sangue sul terreno.

La pagina Facebook di Almanaraè raggiungibile all'indirizzo internet www.almanaralink.com, cliccando sulla scritta in arabo più in alto al centro (l'accesso diretto a Facebook è stato bloccato in Libia). Il video dell'uccisione è quello più sfuocato di tutti ed è stato postato il 18 febbraio alle 18,31.

A Bengasi assediati fedelissimi di Gheddafi
Un gruppo di persone considerate molto fedeli e vicine al colonnello libico Muammar
Gheddafi sarebbe asserragliato da ieri all'interno di un hotel di Bengasi, circondato da un folto gruppo di manifestanti. Secondo quanto riporta il sito libico 'Libya al-Youm', e ripreso anche dalla tv araba 'al-Jazeera', il gruppo di fedelissimi di Gheddafi si troverebbe nell'hotel Ozo.

In queste ore alcuni sarebbero riusciti a fuggire dall'albergo ma sarebbero comunque inseguiti dai manifestanti. Per salvarli il governo di Tripoli ha inviato in citta' le forze speciali composte da 1500 uomini della sicurezza guidate da Abdellah al-Senoussi, cognato di Gheddafi, con il compito di portare in salvo i fedelissimi del colonnello. Secondo i siti dell'opposizione libica la citta' di Bengasi è la roccaforte della protesta contro il regime.