La paura dei vicini

Pericolo tsunami a Taiwan, alta vigilanza in Cina

La parte settentrionale delle Filippine e le coste nord-orientali dell'Indonesia - zone dove è raro il turismo occidentale - sono in allerta per l'imminente impatto dell'onda di maremoto scatenata dalla scossa di magnitudo 8,8 avvenuta questa mattina al largo del Giappone.

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Lo tsunami giapponese

Pechino, 11 Marzo 2011

L'allarme tsunami è scattato a Taiwan dopo il potente terremoto che ha devastato le coste orientali del Giappone. E riguarda, ha precisato l' Ufficio sismologico di Taipei, le coste settentrionali ed orientali dell'isola. L'allerta durerà almeno fino a domani, perché gli tsunami sono una serie di ondate, delle quali non è possibile valutare la forza in anticipo.

Nella Cina continentale è intensa la vigilanza nel Fujian, sulla costa orientale mentre a Pechino sono state avvertite delle scosse dagli abitanti ai piani più alti dei grattacieli.

Il direttore dell'Ufficio sismologico cinese Chan Jianmin ha precisato che i cittadini cinesi "non devono farsi prendere dal panico" data la lontananza della capitale dall' epicentro del sisma, che si trova ad oltre 2.500 chilometri di distanza.

Ciò non toglie che la Cina, come tutti i Paesi che si affacciano sul Pacifico deve "rimanere allerta", ha aggiunto Chen. L'allarme non è scattato in Corea del Sud la cui posizione geografica, immediatamente ad ovest del Giappone, dovrebbe proteggerla dalle ondate che provengono dall' area del Pacifico a est delle coste giapponesi.

Tutte le Borse della regione hanno reagito con un calo alle notizie sullo tsunami in Giappone: Shanghai ha chiuso con un calo dello 0,79%, Hong Kong col - 1,55% e Seul col -1,31%.

Filippine e Indonesia: prime onde attese a breve
La parte settentrionale delle Filippine e le coste nord-orientali dell'Indonesia - zone dove è raro il turismo occidentale - sono in allerta per l'imminente impatto dell'onda di maremoto scatenata dalla scossa di magnitudo 8,8 avvenuta questa mattina al largo del Giappone.

L'allarme tsunami è stato alzato a livello 2 in 19 province dell'arcipelago filippino, dove onde alte un metro sono attese tra le 17 e le 19 locali (dalle 10 alle 12 in Italia) e agli abitanti delle zone costiere è stato ordinato di spostarsi nelle zone interne: secondo il quotidiano The Inquirer, le operazioni di evacuazione di 90 mila persone nel nord della provincia di Quezon sono già iniziate, con l'aiuto dell'esercito.

Anche se l'altezza delle onde dovesse essere limitata, ha avvertito l'Istituto filippino di vulcanologia e sismologia, è possibile che continuino "per ore".

In Indonesia - dove il maremoto del 26 dicembre 2004 provocò almeno 130 mila morti nell'ovest del Paese - un allarme tsunami è stato emesso per le province di Irian Jaya, Papua, North Maluku e North Sulawesi. L'arrivo delle prime onde, di altezza fino a un metro, è previsto tra le 19.30 e le 21.30 locali (le 12.30 e le 14.30 italiane).

Il pericolo di uno 'tsunami' ha fatto scattare l'allerta in tutti i Paesi dell'America Latina che si affacciano sull'Oceano Pacifico, dal Messico al Cile. L'Ecuador, in particolare, ha proclamato lo stato di emergenza: il governo di Quito ha ordinato evacuazioni di massa preventive dalle zone costiere, come del resto ordinato dalle autorita' Usa nelle isole Hawaii e da quelle delle Filippine.