Contratti

Landini: Cgil ha ceduto, chiediamo voto lavoratori

"Non siamo d'accordo e chiediamo che ci sia un pronunciamento dei lavoratori o almeno degli iscritti. A loro diremo che questo accordo non ci piace e non andrebbe firmato". Cosi' il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, commenta l'intesa sui contratti e la rappresentanza siglata ieri sera anche dalla Cgil.

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Maurizio Landini

Roma, 29 Giugno 2011

"Non siamo d'accordo e chiediamo che ci sia un pronunciamento dei lavoratori o almeno degli iscritti. A loro diremo che questo accordo non ci piace e non andrebbe firmato". Cosi' il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, commenta l'intesa sui contratti e la rappresentanza siglata ieri sera anche dalla Cgil.

"Lo consideriamo un accordo in cui la Cgil arretra le sue posizioni e cede su dei punti non cedibili", aggiunge Landini parlando in una pausa della riunione dei segretari generali delle categorie convocato in corso d'Italia.

Landini ha poi spiegato nel dettaglio quali sono stati i punti in cui la Cgil non avrebbe dovuto cedere. "Manca il voto dei lavoratori per validare gli accordi
e si apre alla derogabilita' del contratto nazionale attraverso accordi aziendali non decisi dai lavoratori ma dalle Rsu o peggio dalle Rsa".

La Fiom inoltre trova "pericolosa l'apertura sulle tregue sindacali perche' condiziona e vincola tutti e in tutto cio' - ha ribadito - non è mai previsto il voto dei lavoratori". Landini ha anche sottolineato che "il tentativo di Confindustria di rendere l'accordo retroattivo è stato respinto".

Resta aperto poi, ha proseguito, "il percorso per la  presentazione della piattaforma per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici: proporro' che un punto centrale sia che per validare gli accordi serva il voto dei lavoratori". Infine tornando a parlare del contratto per la newcop di Pomigliano, Landini ha detto: "siamo di fronte a una illegittimita', a una violazione di legge che riguarda il trasferimento d'impresa.
Confido - ha concluso - che la magistratura lavori e sia in grado di poter autonomamente esprimere un giudizio che faccia rispettare le leggi europee e italiane e anche il valore dei contratti nazionali ancora in vigore".