'Non penso alla legge elettorale'

Berlusconi rinuncia al blitz in tv

Il premier non va da Vespa. 'Penso ai problemi del Paese, a metà ottobre il dl sviluppo'. Scontro Calderoli-Tosi. Il senatur: 'Troppi parlano a vanvera'. Tensione anche nel Pd con i referendari. Bersani contro 'dirigenti che azzoppano il partito'. Il ministro della Giustizia al Csm: 'Esternazioni senza sobrietà, rivedere le norme disciplinari'.

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Berlusconi nello studio di Porta a Porta

Roma, 03 Ottobre 2011

C'e' un filo rosso che tiene insieme cose apparentemente diverse come il quesito sui referendum e la 'soire" di Silvio Berlusconi a 'Porta a Porta', il decreto sviluppo e l'idea accarezzata dal Cavaliere di un nuovo 'predellino', la nomina del nuovo Governatore di Bankitalia, la legge sulle intercettazioni ed il rinvio a giudizio di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti nel caso Ruby. Sono tutte questioni con le quali il Cavaliere deve fare, eccome, i conti. Ma il premier tiene a mostrarsi concentrato su una cosa soltanto: "il bene del Paese". Per questo promette entro 15 giorni le nuove misure anticrisi, ostenta olimpico distacco dal tema della legge elettorale, bacchetta l'opposizione che perde tempo a pensare a come disarcionarlo dal trono invece di "dare un contributo fattivo" alle riforme.

 

E storce la bocca di fronte al "teatrino quotidiano della politica", che porta tutti (anche Pdl e Lega) ad accapigliarsi su un nuovo sistema di voto, mentre ci sarebbe solo da lavorare sodo per cambiare fisco, architettura istituzionale e giustizia. "Non mi sto interessando della legge elettorale - garantisce Berlusconi -. Quello che mi sta a cuore in questo momento è continuare a lavorare per portare l'Italia al riparo dall'attacco al nostro debito pubblico e fuori dalla crisi finanziaria globale". "Per questo - aggiunge - governo e maggioranza stanno lavorando a un nuovo decreto legge, con misure concrete ed efficaci che ridiano fiducia ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. Lo presenteremo entro la meta' di questo mese, come ci siamo impegnati a fare.

 

Tutto il resto sono le solite chiacchiere del teatrino quotidiano della politica, che, purtroppo, va in scena tutti i giorni sui quotidiani, nelle tv e on line e che produce solamente confusione e demoralizzazione nella gente". "La riforma del sistema elettorale non è materia sulla quale mi sto esercitando", chiarisce dunque il premier che, raccontano, vorrebbe convincere l'alleato Umberto Bossi a disinnescare la mina del referendum con una legge elettorale che salvi il bipolarismo ma reintroduca in qualche modo le preferenze.

 

Un escamotage per allontanare il voto anticipato e rimanere in sella ancora per fare le riforme fino al 2013. Sempre che si riescano a comporre le tensioni (ancora forti) con Giulio Tremonti sul nuovo Governatore di Bankitalia e ad esibire in tempi brevi quel famoso decreto sviluppo che potrebbe smorzare le critiche di industriali, parti sociali ed opposizioni e depotenziare i fautori del governo di salvezza nazionale.

 

Tutti nodi che verranno al pettine nel vertice di maggioranza di giovedi' e che - insieme al rinvio a giudizio di Fede, Mora e Minetti nel caso Ruby - hanno indotto alcuni dei piu' fidati consiglieri a dissuadere il premier dal presentarsi gia' mercoledi' in prima serata nel salotto di Bruno Vespa, a 'Porta a porta'. "Lascia stare", lo hanno sconsigliato forse ricordando la 'promessa' che il Cavaliere aveva fatto pubblicamente di 'andare in tv e sfogarsi' spiegando agli italiani la sua verita'. "Non è il momento - lo hanno fermato i suoi - rischieresti di tornare a parlare soltanto di tuoi guai giudiziari, perche' certo gli ospiti in studio non ti risparmierebbero domande di questo tipo, mentre sara' meglio andare con in mano l'accordo sullo sviluppo".

 

Ne è nato un piccolo 'giallo', con una prima nota della redazione di via Teulada che annunciava la presenza ed una seconda che la revocava. Che è accaduto nel frattempo? "Chiedetelo a Palazzo Chigi - risponde con disappunto Vespa -. Fino al momento in cui è stata fatta dalla redazione la prima nota, Silvio Berlusconi aveva confermato la sua presenza in trasmissione mercoledi' sera. Poi ci hanno detto che non sarebbe venuto, per sopravvenuti impegni di governo. E certo io non posso sapere se in quell'arco di tempo è successo qualcosa che gli ha fatto cambiare idea. Puo' darsi che voglia venire in trasmissione quando ha elementi piu' certi in mano".