La precisazione dal portavoce dell'Agenzia

Aiea: "Nessuna notifica di armi nucleari in Libia"

L'Agenzia atomica internazionale non è a conoscenza di alcuna scoperta di armi nucleari in Libia. "L'Aiea non è stata informata di nessuna possibile scoperta di nuove armi nucleari in Libia" ha dichiarato la portavoce dell'Agenzia atomica internazionale a Vienna, Gill Tudor.

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Ispettori Aiea

Vienna, 31 Ottobre 2011

L'Agenzia atomica internazionale non è a conoscenza di alcuna scoperta di armi nucleari in Libia. "L'Aiea non è stata informata di nessuna possibile scoperta di nuove armi nucleari in Libia": lo ha dichiarato la portavoce dell'Agenzia atomica internazionale a Vienna, Gill Tudor.

La precisazione è stata diffusa dopo l'annuncio del ritrovamento di armi nucleari sono dal funzionario del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) libico Mohammed al-Saeh,. Il Cnt, ha detto al-Saeh, è in contatto con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).

L'Organizzazione per il divieto delle armi chimiche, Opcw, con sede all'Aja, era stata informata nei giorni scorsi dalla Libia del ritrovamento di armi chimiche e dell'adozione di tutte le misure necessarie per il controllo delle scorte. In un comunicato del 28 settembre, l'Opcw, che fa parte del sistema Onu, precisa che si tratta delle stesse scorte dichiarate dal passato regime di Muammar Gheddafi in
ottemperanza con la Convenzione sulle Armi Chimiche (Cwc). L'Opcw, si precisa, non è stata informata da parte libica della scoperta di nessuna scorta precedente non dichiarata.

Inizialmente la Libia aveva fatto capire che si trattasse di armi nucleari e che l'interlocutore fosse l'Agenzia atomica internazionale: l'Aiea, invece, sembra essere all'oscuro della vicenda e non competente per la materia, bensì l'Opcw, e non si
è infatti pronunciata ufficialmente al riguardo.

Prima della crisi, il regime di Gheddafi aveva distrutto il 55% delle sue scorte dichiarate di iprite (gas mostarda) e il 40% dei suoi precursori chimici per la fabbricazione di armi, nonchè tutte le scorte di oltre 3.500 bombe aeree disegnate per l'uso di armi chimiche. Queste attività, si precisa nel comunicato, sono state fermate a febbraio 2011.

Le rimanenti armi chimiche sono conservate in un impianto militare 700 chilometri a sud est di Tripoli. Le scorte consistono in circa nove tonnellate metriche di iprite e oltre 800 di precursori chimici. Il nuovo governo di Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite, eredita gli obblighi della Libia come Stato membro della Cwc di distruggere le scorte rimanenti sotto verifica internazionale degli ispettori dell'Opcw.