Il vescovo Romeo: se governa la finanza non c'è democrazia

Termini Imerese. La Chiesa contro la Finanza

L'incontro previsto per domani al dicastero dello Sviluppo Economico, alle ore 10.00 tra l'advisor del ministero, Invitalia ed i sindacati metalmeccanici "e' una riunione propedeutica all'incontro gia' fissato per il pomeriggio del 30 novembre.

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Operai di Termini Imerese

Roma, 25 Novembre 2011

Domani vertice governo, sindacati e azienda
L'incontro previsto per domani al dicastero dello Sviluppo Economico, alle ore 10.00 tra l'advisor del ministero, Invitalia ed i sindacati metalmeccanici "e' una riunione propedeutica all'incontro gia' fissato per il pomeriggio del 30 novembre presso lo stesso ministero tra tutti i soggetti interessati alla vertenza di Termini Imerese".

E' quanto afferma il segretario generale della Uil, Rocco Palombella. Quindi, domani "si verificheranno esclusivamente tra le due parti presenti se esistono le condizioni per arrivare ad un'intesa positiva sul futuro dello stabilimento siciliano". E aggiunge: "Riteniamo che sia anche l'occasione per stemperare il clima difficile che sta caratterizzando nelle ultime ore la situazione del sito tuttora di proprieta' della Fiat".


Il vescovo di Palermo: la prova che governa la finanza
La chiusura annunciata di Termini Imerese dimostra che la finanza governa al posto
della politica e cosi' non si sviluppa un sistema democratico. E' quanto ha affermato ai microfoni della Radio Vaticana, il vescovo di Palermo, monsignor Paolo Romeo.

"Dalla caduta del Muro di Berlino - ha detto monsignor Romeo - abbiamo un'economia che si sta organizzando senza principi etici e senza valori morali. E' lei che detta le leggi.

Veda anche in Sicilia. Non sono i politici che stabiliscono una politica finanziaria. E' la finanza che dice tu politico devi fare questo. Questo non è un armonioso sviluppo del sistema democratico".

"Come cristiano dico: troviamo insieme una soluzione, il mio dispiacere è che dopo due anni che si sapeva che dal 1° gennaio 2012 la Fiat non avrebbe aperto i cancelli di Termini Imerese, io non sono riuscito, malgrado i miei appelli, a riunire dirigenti, politici, amministratori, sindacalisti".

"Ognuno - ha proseguito Romeo - si è riunito e mosso per conto suo. Dobbiamo far crescere il senso comunitario e ognuno di noi deve dare il proprio contributo. Nessuno si puo' escludere, sentirsi escluso e guardare dalla finestra quando
e' in gioco l'avvenire della nostra societa', della nostra citta' e lasciatemelo dire, l'avvenire anche della Chiesa".