Primo faccia a faccia con Berlusconi

Processo Mills: legale d'affari conferma ritrattazione

In video-conferenza da Londra, il legale d'affari inglese racconta la sua versione sulla vicenda da cui è stato prosciolto dalla Cassazione per prescrizione dall'accusa di avere mentito per 'salvare' Berlusconi in due processi.

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David Mills

Milano, 19 Dicembre 2011

Primo 'faccia a faccia', seppure a distanza, tra Silvio Berlusconi e David Mills, in un'aula di giustizia. In video-conferenza da Londra, il legale d'affari inglese racconta la sua versione sulla vicenda da cui è stato prosciolto dalla Cassazione per prescrizione dall'accusa di avere mentito per 'salvare' Berlusconi in due processi.

L'ex premier, imputato per corruzione in atti giudiziari, ascolta con aria annoiata e spesso appare assopito, a fianco dei suoi legali Niccolò Ghedini e Piero Longo. Mills prova a non rispondere alle domande del pm Fabio De Pasquale su Horizon, la
società che sarebbe stata creata per celare la proprietà di Telepiù da parte di Berlusconi.

"Rischio l'auto-incriminazione", si giustifica, confortato dall'intervento del magistrato di collegamento inglese, secondo il quale il suo concittadino potrebbe essere accusato di spergiuro se dovesse fornire le stesse testimonianze rese nel '97-'98. Si tratta proprio delle presunte testimonianze reticenti rese da Mills nei processi All Iberian e tangenti alla Guardia di Finanza che sarebbero state 'premiate' da Berlusconi, per l'accusa, con un 'regalo' da 600mila dollari.

Ma il presidente del collegio, Francesca Vitale, conferma la decisione comunicata a inizio udienza: Mills deve dire la verita' e rispondere a tutte le domande. E l'inglese è cosi' 'costretto' a una lunga digressione su Horizon, la holding delle societa' off shore da lui creata per conto di Finivest.

Ma il clou della testimonianza arriva su input dello stesso teste. "Perchè non mi chiede da dove venivano i 600 mila dollari?", domanda Mills a De Pasquale - E il pm: "Va bene. Lei si è appropriato di 600 mila dollari di Attanasio?". Mills: "Se la mette così', sì. Attanasio mi ha dato il consenso a prendere e gestire quei soldi". A questo
punto, De Pasquale ricorda a Mills che l'armatore napoletano, sia qualche mese fa nel processo a carico di Berlusconi che nel processo allo stesso Mills, "non ha mai detto di averle regalato questi soldi".

Il legale d'affari allora precisa che "il denaro ricevuto è stato in parte classificato come prestito, in parte come spese, in parte come regalo". E il pm: "Quindi lei deve ridare dei soldi ad Attanasio". E Mills: "No, erano il prodotto di un investimento, di una vendita. Non mi ha mai dato un assegno, ne' denaro contante e non è stato fatto nemmeno un trasferimento bancario".

Allora il pm gli chiede: "Come puo' dire, quindi, che i soldi glieli ha dati Attanasio?". L'avvocato inglese dice che ci sono documenti che spiegano "tutto" e, invitato dalla Corte, espone il contenuto di queste carte. E' questa, in sostanza, la versione della
ritrattazione di Mills dopo che, interrogato il 18 luglio 2004 dai pm milanesi, aveva, invece, chiamato in causa Berlusconi e in una lettera, sempre del 2004, al suo fiscalista e Bob Drennan, aveva parlato di un "regalo" per aver "tenuto mister
B. fuori dal mare di guai in cui l'avrei buttato se soltanto avessi detto tutto quello che sapevo".

"Perchè non da detto subito che i soldi li aveva ricevuti da Attanasio?", gli chiede
ancora il pm e Mills risponde spiegando di avere taciuto per la "preoccupazione legata a possibili indagini in Italia su Attanasio", all'epoca gia' finito in carcere per altre vicende. Durante la sua testimonianza, Mills ha anche voluto ribadire di
essere innocente, accusando il pm di avere subito delle condanne "per una sua teoria". In primo e secondo grado, prima del proscioglimento pronunciato dalla Cassazione, gli erano stati inflitti 4 anni e mezzo di carcere.