Alta tensione nel Golfo

Teheran lancia due missili a lungo raggio

Sfida alle basi Usa e Israele. La Francia: un brutto segnale. Gli ordigni sparati durante le esercitazioni navali nel Golfo Persico. Il collaudo era stato annunciato e poi smentito due giorni fa. Si aggrava lo scontro con l'Occidente.

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Nave da guerra iraniana (archivio)

Roma, 02 Gennaio 2012

Alta tensione nel Golfo Persico dove, nell'ultimo dei dieci giorni di esercitazioni militari navali iraniane in acque circostanti lo stretto di Hormuz, Teheran ha fatto sapere di aver lanciato "con successo" due missili da crociera, uno di media e uno di corta gittata, che possono arrivare fino a 200 chilometri di distanza. Non sono i missili intercontinentali che piu' preoccupano l'Occidente, Israele e le basi americane nella regione, ma 'la sfida' ha comunque suscitato apprensione.

 

La Francia per prima ha definito i test "un segnale molto negativo indirizzato alla comunita' internazionale". "Vogliamo ricordare - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Bernard Valero - che lo sviluppo da parte dell'Iran di un programma balistico costituisce motivo di grande inquietudine per la comunita' internazionale".

 

Sta di fatto che lo stretto di Hormuz - canale strategico per il traffico petrolifero via mare e che Teheran afferma di poter bloccare anche se per ora non ha intenzione di farlo - dal 24 dicembre è finito al centro dello scontro tra l'Iran e l'Occidente capeggiato dagli Stati Uniti, con una lunga serie di minacce reciproche. La notizia dei lanci compiuti oggi è stata data dall' ammiraglio Mahmoud Mousavi, portavoce delle manovre.

 

"Il missile terra-mare Qader è stato sperimentato con successo per la prima volta", ha riferito l'agenzia ufficiale Irna citandolo. Con i suoi 200 chilometri di gittata, "e' riuscito a raggiungere con successo il suo obiettivo e l'ha distrutto" ha aggiunto, spiegando che "Qader è un sistema missilistico ultramoderno dotato di radar integrato, ultra-preciso, la cui gittata e il cui sistema intelligente anti-individuazione sono stati migliorati rispetto a quelli di generazione precedente".

 

Lo stesso Mousavi un po' piu' tardi ha annunciato alla televisione di stato che aveva avuto successo anche il test di un missile a corto raggio, il Nasr, capace di raggiungere obiettivi fino a 35 chilometri di distanza. Nulla di concreto invece in merito alla minacciata chiusura dello stretto di Hormuz. Ieri Mousavi aveva preannunciato per oggi, da parte delle navi da guerra della marina, "un nuovo schieramento in formazione tattica" che avrebbe dimostrato la capacita' iraniana di bloccare effettivamente lo stretto, passaggio obbligato per la maggior parte del petrolio della Penisola Arabica esportato via mare.

 

Di questa mega-manovra pero' nel corso della giornata odierna non è stato detto nulla. Come pure non ha avuto seguito la notizia dell'utilizzo, ieri per la prima volta, di una barra di combustibile nucleare auto-prodotto per alimentare un reattore di Teheran. Le autorita' iraniane si sono invece dovute oggi nuovamente confrontare con un ulteriore calo del valore del rial nel cambio con il dollaro.

 

La moneta degli ayatollah ha perso un ulteriore 12%, conseguenza della decisione statunitense di rafforzare le sanzioni, soprattutto contro le istituzioni finanziarie che fanno affari con la Banca Centrale di Teheran. Tenuto conto che l'80% delle entrate in valuta estera dell'Iran deriva dalle sue esportazioni petrolifere, secondo molti osservatori l'esito del braccio di ferro resta a questo punto estremamente incerto. E, soprattutto, pericoloso.