Le mosse della Bce irritano Berlino

Un po' troppo americano, questo Draghi. Almeno per i Tedeschi

Altri 530 miliardi di euro 'regalati' alle banche a tassi vantaggiosi: stampa tedesca all'attacco di Draghi dopo la nuova iniezione di liquidità della Bce. Lettera del numero uno della Bundesbank

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Mario Draghi

Francoforte, 01 Marzo 2012

Siamo già alla "forte preoccupazione". Nella Bundesbank suona il campanello d'allarme per la politica di concessione di maxicrediti alle banche da parte della Bce. La Frankfurter Allgemeine Zeitung rivela che il presidente della Buba, Jens Weidmann, ha inviato una lettera a Mario Draghi in cui mette in guardia dai rischi crescenti per l'eurosistema derivanti dai megaprestiti concessi alle banche.

Dopo i 489 miliardi di euro messi a disposizione dalla Bce nel dicembre scorso, adesso l'Eurotower e le 17 banche di emissione nazionali hanno concesso agli istituti di
credito altri 530 miliardi di euro con una durata di tre anni a un tasso dell'1%

Torniamo alla regola aurea 
Nella lettera Weidmann chiede il ritorno a un sistema di garanzie da parte della Bce
nei confronti delle banche di emissione dei Paesi economicamente più deboli per crediti che abbiano superato gli 800 miliardi di euro. Weidmann mette in guardia contro il rischio di una perdita di reputazione della Bce e sollecitando un confronto aperto sui rischi potenziali: se una parte dei crediti non venissero risarciti, le banche di emissione nazionali dell'eurosistema potrebbero non essere in grado di compensarle.
E alla fine, chi pagherebbe, il contribuente tedesco?
Recentemente la Bce ha allentato i criteri di concessione del credito, permettendo alle banche di emissione nazionali di accettare come garanzia anche i crediti di singole aziende. Weidmann chiede dunque a Draghi un ritorno agli standard  tradizionali di politica monetaria e la reintroduzione di garanzie di sicurezza unitarie valevoli per tutti.

Mario Draghi "si comporta da politico"

La Sueddeutsche Zeitung è più esplicita: Draghi non agisce da "custode della moneta unica". E con i suoi "mille miliardi a buon mercato" potrebbe "causare la prossima bolla finanziaria". Il quotidiano bavarese paragona la strada "rischiosa" scelta dal presidente ella Bce a quanto fece negli Usa Alan Greenspan.

Chiuda il rubinetto, Super Mario!
Insomma, questa "inondazione finanziaria" che piace tanto alle banche è una
operazione in realta' rischiosa. "La Bce ha gia' prestato mille miliardi a tassi bassissimi alle banche - scrive - che possono farne quello che vogliono". Sottolineando che questa somma corrisponde a "tre volte il debito greco", la Sz aggiunge: "Si tratta di un enorme regalo alle banche". Nell'articolo si sottolinea anche che il calo degli spread di
Italia e Spagna sia dipeso non solo dai pacchetti di risparmio intrapresi dai governi, ma anche dal fatto che "le banche italiane e spagnole hanno ottenuto molto denaro da Draghi e con questo hanno comprato i bond di casa". Sostanzialmente, continua la Sz, si "copia" cosi' il modello della Fed del "mago Alan Greenspan", che "pompo' enormi dosi di denaro nel sistema americano", con la conseguenza successiva del "collasso del
sistema" e della perdita di milioni di posti di lavoro.