La ragazza scomparsa nel 1983

"La verità sulla Orlandi la sanno in Vaticano"

Tra le certezze emerse dall'indagine il fatto che la Orlandi prima di sparire sia stata seguita e che nella vicenda abbiano avuto un ruolo esponenti della Banda della Magliana fra i quali anche lo stesso Enrico De Pedis detto 'Renatino'.

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Emanuela Orlandi

Roma, 02 Aprile 2012

La verità su Emanuela Orlandi? La conoscono in Vaticano. E' quanto riferiscono gli inquirenti della Procura di Roma che conducono l'inchiesta sul rapimento della
figlia di una dipendente della Santa Sede, scomparsa nel giugno del 1983

Allo stato gli inquirenti della Procura di Roma sono convinti che ci siano persone che sanno cosa è accaduto. E comunque nella vicenda ebbero un ruolo alcuni
esponenti della banda della Magliana, forse nel sequestro della giovanissima cittadina della Santa Sede, e più probabilmente nella gestione successiva.

Difficile arrivare al processo
La procura di Roma  fra qualche mese tirerà le somme e deciderà se chiudere gli accertamenti con una richiesta di archiviazione per tutti gli indagati o se
depositare gli atti, passo che anticiperebbe la richiesta di rinvio a giudizio. Difficile fare previsioni ma le indagini condotte dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo hanno portato alla luce "alcuni segmenti di verità giudiziaria", a livello ancora indiziario, difficili da poter sostenere un'accusa in dibattimento.

Indagati
Al momento risultano indagati Sergio Virtù, Angelo Cassani, detto 'Ciletto', Gianfranco Cerboni, detto 'Gigetto'. Tutti soggetti che hanno fatto parte del gruppo malavitoso. L'inchiesta, che potrebbe concludersi entro l'estate, ripartì di fatto dalle dichiarazioni rese in diversi momenti da Sabrina Minardi, ex compagna per un periodo di Enrico De Pedis. La donna non è risultata del tutto attendibile ed alla fine è stata anche lei
indagata. All'attenzione dei magistrati anche le posizioni di Carlo Alberto De Tomasi e del padre Giuseppe, detto 'Sergione'.

La tomba non sarà riaperta
Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo sembra orientato a rinunciare a ispezionare la tomba di Enrico De Pedis, detto 'Renatino', uno dei capi della banda della Magliana assassinato in un agguato in via del Pellegrino il 2 febbraio del 1990 e sepolto nella cripta della basilica di Sant'Apollinare.

Marmista stimato 
Tempo fa il magistrato, accompagnato dal rettore Pedro Huidobro, sentito come persona informata sui fatti assieme a monsignor Pietro Vergari (rettore fino al '91), ha fatto un sopralluogo nella cripta per prendere atto che effettivamente, come suggeri' un anonimo che telefono' alla redazione di 'Chi l'ha visto?' nel settembre 2005, c'è la scritta Enrico De Pedis su una elegante struttura in marmo (all'interno di una stanza piccola e parecchio umida) risultata poi analoga alla tomba di un Papa: un lavoro fatto da un marmista che aveva lavorato per la Santa Sede.