Chiuso il sito Italia-programmi

Truffa sul web, tra le vittime anche il Quirinale

Migliaia di utenti costretti a pagare un abbonamento annuale per aver scaricato software "apparentemente" gratuiti. Una lettera che sollecitava il pagamento inviata anche a Napolitano

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Giorgio Napolitano

Roma, 03 Aprile 2012

Credevano di scaricare software gratuito e invece qualche mese dopo il download del programma decine di migliaia di italiani si sono visti recapitare una lettera che sollecitava il pagamento di 96 euro per un abbonamento annuale. Ad inviare la missiva una società con sede alla Seychelles la estesa limited , proprietaria di Italia programmi.

La Procura di Milano che sta indagando per truffa ha oscurato il sito. Ma fino a poco tempo fa era facile incapparvi, tramite i motori di ricerche, digitando le parole 'software gratis'. Tra i destinatari illustri della mail, che con toni minacciosi pretende i pagamento del dovuto, pena la convocazione di fronte a un fantomatico tribunale regionale giudiziario, anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che a febbraio, come si legge nel sito del Corriere della Sera, si è visto richiedere dalla Estesa il pagamento di 96 euro.

E non è lui la prima vittima illustre, a gennaio una lettera uguale era arrivata anche al presidente dell’antitrust Antonio Catricalà. Quest’ultima, allertata dalle segnalazioni degli utenti, aveva già multato la estesa limited per 1 milione e 500 mila euro. Motivo della sanzione: pratiche commerciali scorrette. Perché in realtà i programmi forniti dal sito erano tutt’altro che gratuiti, e migliaia di navigatori, oltre 25 mila, sono caduti nella trappola. Registrandosi al sito infatti, si sottoscriveva un abbinamento (le cui clausole erano tutt’altro che chiare) di 96 euro l’anno. In molti, ben consigliati dai vari blog delle associazioni di consumatori, si sono ben guardati dal pagare. Ma altrettanti, intimoriti dalla minacce contenute nella missiva, hanno preferito mettere mano al portafoglio.