'Imprese potrebbero non rinnovare i contratti'

Marcegaglia: "Testo pessimo". Monti: "Si prenda le sue responsabilità"

"Very bad". Così, in un'intervista al Financial Times, il presidente di Confindustria definisce il nuovo testo sulla riforma del lavoro, tornando a ribadire la contrarietà del mondo delle imprese alla nuova formulazione dell'Art.18: "il testo è pessimo. Non è quello che abbiamo concordato". Monti risponde: la Confindustria è "il sindacato dei datori di lavoro", Governo deve guardare "all'interesse generale".

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Emma Marcegaglia

Roma, 05 Aprile 2012

Secondo Marcegaglia, "sarebbe meglio non avere niente, oppure cambiarlo in Parlamento", perche' "questa riforma del lavoro non è quello di cui ha bisogno il Paese". Alla richiesta di un giudizio sul governo Monti, la leader uscente degli industriali da' un parere 'contrastato', scrive il Ft: "L'inizio è stato buono. Eravamo - spiega Marcegaglia - cosi' vicini all'abisso".

Ma i seguenti tentativi di riforma, fra cui la liberalizzazione del settore dei servizi, hanno deluso: "sui tagli nella spesa pubblica, non abbiamo visto niente finora", ha sottolineato.

Il mondo delle imprese è preoccupato per i riflessi che potrebbe avere la riforma del mercato del lavoro pensata dal governo e minaccia di non rinnovare i contratti per timore dei contenziosi legali. Emma Marcegaglia lancia l'allarme: l'occupazione potrebbe calare. "Secondo molti imprenditori - spiega a margine di un convegno alla Camera - il risultato di questa riforma è che non solo non creera' nuova occupazione. Molti di loro non rinnoveranno i contratti perche' hanno paura dei contenziosi".

Monti: Marcegaglia si prenda le sue responsabilità
La Confindustria è "il sindacato dei datori di lavoro". Il Governo deve guardare "all'interesse generale". Lo afferma al Tg1 il Presidente del Consiglio Mario Monti che aggiunge: "Marcegaglia definisce il testo della riforma pessimo che non è un understatement. Si prenda le responsabilità di quello che ha detto".

"Tre mesi fa - prosegue Monti - la Confindustria non avrebbe neppure osato sperare che il licenziamento per motivi economici diventasse in Italia come in Paesi dove c'è maggiore flessibilità e che il ruolo del reintegro fosse limitato, come è con questa riforma, solo a casi di abuso del licenziamento per motivi economici".

Monti definisce storica la riforma del mercato del lavoro perché "per la prima volta in Italia si introduce un sistema di protezione non del singolo posto di lavoro, ma del singolo lavoratore. Si favorisce la formazione continua dei lavoratori, perché possano adeguarsi ad una società dinamica, ad un mercato del lavoro dinamico, senza incrostare le imprese a ciò che esiste. E anche perché - prosegue Monti - per la prima volta in Italia si riduce un po' la protezione per i lavoratori che hanno un'occupazione regolare, protezione che era in Italia più forte che nella gran parte degli altri Paesi, e si aumenta la protezione, le opportunità di coloro che un lavoro regolare non l'avevano".

"Reintegro in casi estremi"
Mario Monti ha spiegato il senso del 'reintegro': "Le imprese sono insoddisfatte perché avrebbero voluto la sparizione complessiva della parola reintegro. Credo che con il tempo e con un giudizio più meditato capiranno che la permanenza di questa parola è riferita a fattispecie molto estreme e improbabili".