Proposta di legge popolare

Duemila euro deducibili, ecco come finanziare i partiti

Credito d'imposta del 95% sui contributi che i cittadini versano ai partiti, riservato alle persone fisiche con un tetto massimo fissato in duemila euro. E' il nuovo sistema per il finanziamento ai partiti elaborato da Pellegrino Capaldo

Vota:

Votata: 7volte, Media voti: 1.28

---

Roma, 11 Aprile 2012

"Di proposte ce ne sono molte, è un tema su cui i partiti devono dare risposte buone. E in fretta". Così il coordinatore nazionale del Pdl, Ignazio La Russa, sentito sulla proposta dell'economista Pellegrino Capaldo, contenuta in una legge di iniziativa popolare che verrà depositata alla Corte di Cassazione, per abolire l'attuale sistema di finanziamento dei partiti. L'idea è quella di un meccanismo che preveda
un rimborso ai cittadini che decidono di finanziare le forze politiche.

La proposta Capaldo
Credito d'imposta del 95% sui contributi che i cittadini versano ai partiti, riservato alle persone fisiche con un tetto massimo fissato in duemila euro. E' il nuovo sistema per il finanziamento ai partiti elaborato da Pellegrino Capaldo e contenuto in una proposta di legge di iniziativa popolare, anticipata oggi da Il Sole 24 ore.

Il meccanismo si applica a tutti i partiti e movimenti politici esistenti e di nuova costituzione che abbiano almeno trecento associati e alle fondazioni con un patrimonio superiore ai cinque milioni di euro. Destinatari anche i partiti che hanno eletti in Parlamento o nei Consigli regionali e quelli che hanno un'attivita'
negli ultimi dieci anni.

Transizione e tetto di deducibilità
Previsto un periodo transitorio di cinque anni, durante il quale rimarra' in vigore il contributo a carico dello Stato, pari al 100% il primo anno e poi ridotto via via del 20%. 

La proposta di legge, che sta per essere depositata alla Corte di Cassazione per avviare poi la necessaria raccolta di firme, con il traguardo minimo di 50mila, lascia comunque il maggior onere per il finaziamento dei partiti allo Stato, poiché
ai cittadini che decidano di sostenere i movimenti politici viene riconosciuto un credito d'imposta pari al 95% del contributo. Posto che il tetto massimo di quest'ultimo è 2.000 euro chi lo raggiunge riavrà quindi dall'Erario 1.900 euro.

Dove sta il risparmio dello Stato
L'esborso complessivo dello Stato dovrebbe comunque essere minore di quello attuale, nell'ipotesi che i cittadini siano abbastanza tiepidi all'idea di donare soldi ai partiti. In altri termini per accedere al finanziamento 'pubblico' i partiti devono
conquistarsi la fiducia dei cittadini attenendone un finanziamento 'privato' che lo Stato di fatto integra.

Soldi anche a chi è fuori dal Parlamento
Rilevante, poi, il fatto che il finanziamento possa andare a tutti i movimenti politici e le fondazioni con certi requisiti mentre oggi è riservato ai soli partiti che abbiano partecipato a competizioni elettorali ottenendo una rappresentanza o almeno un
numero minimo di voti. In sostanza movimenti politici e fondazioni dovrebbero avere, con le nuove regole, rispettivamente, almeno trecento iscritti e un patrimonio minimo di cinque milioni di euro. Ma se il soggetto il questione esiste, con continuita', da almeno 10 anni, vengono meno anche questi paletti.