Giornata dei prigionieri

Sciopero della fame di 3mila palestinesi

Secondo dati palestinesi, attualmente sono 4.699 i palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, in stragrande maggioranza per reati legati alla pubblica sicurezza. L'esercito istraeliano intanto ha sospeso il colonnello Eisner, dopo la pubblicazione sul web del video che lo ritrae mentre picchia un pacifista inerme

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Il video del colonnello Eisner

Gerusalemme, 17 Aprile 2012

Circa 1.200 detenuti palestinesi nelle carceri israeliane hanno cominciato uno
sciopero della fame, mentre altri 2.300 oggi rifiuteranno il cibo per un giorno. Lo ha reso noto una portavoce del Servizio Prigioni Israeliano.

L'iniziativa coincide con la Giornata dei prigionieri palestinesi che prevede manifestazioni di solidarieta' con questi detenuti in tutta la Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

Secondo dati palestinesi, attualmente sono 4.699 i palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, in stragrande maggioranza per reati legati alla pubblica sicurezza. Dai dati
pubblicati dal gruppo a tutela dei diritti umani israeliano B'Tselem, 203 di questi detenuti sono minori, di cui 31 sotto i 16 anni.

Sospeso il colonnello del video YouTube
L'esercito istraeliano intanto ha sospeso il colonnello Eisner, dopo la pubblicazione sul web del video che lo ritrae mentre picchia un pacifista inerme. Il filmato descrive il
braccio di ferro tra i militari e gli attivisti di un gruppo internazionale, intenzionati, secondo quanto affermato da un portavoce di Tsahal, l'esercito israeliano, a occupare la superstrada 80 nella Valle del Giordano. I soldati invitano fermamente i pacifisti a desistere, quando, a un certo punto, uno di questi si trova a passare di fronte al tenente colonnello Shalom Eisner. Il quale, improvvisamente, impugna l'M-16 d'ordinanza in maniera orizzontale e con questo colpisce in pieno viso l'attivista, il danese Andreas Ias. La difesa di Eisner sostiene la tesi che il video ha uno "scopo propagandistico" poiché vi è ripreso solo il minuto che inchioda Eisner e non il resto del confronto tra soldati e attivisti, in cui questi ultimi sarebbero stati particolarmente "violenti". "E' una bugia", ha reagito Ias parlando con Haaretz, "volevamo soltanto protestare a bordo delle nostre biciclette". Saranno le testimonianze oculari, scrive Ynetnews, a dire se Eisner dovra' essere sottoposto a un procedmento disciplinare o sarà addirittura incriminato.