25 aprile, il Capo dello Stato chiede riforme e rinnovamento

Legge elettorale e pulizia, Napolitano striglia i partiti

Parlando in una piazza del Popolo gremita, a Pesaro, Napolitano ha toccato tasti vibranti e perentori quando ha fatto riferimenti ai recenti casi di commistione fra politica e malaffare: "Dove si è creato del marcio - ha quasi urlato - venga estirpato. Bisogna impegnarsi perché i partiti ritrovino lo slancio degli ideali senza abbandonarsi alla cieca sfiducia"
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Giorgio Napolitano

Roma, 25 Aprile 2012

"Sono venute stanchezze e degenerazioni, i partiti non sono più gli stessi della Resistenza". E' un Napolitano alto, determinato e autorevole quello che a Pesaro nelle celebrazioni del 25 aprile difende a spada tratta, ancora una volta, il ruolo centrale dei partiti nella Resistenza che portò alla Liberazione ma poi li striglia con ruvidezza pari alla passione politica di chia dedicato una vita intera all'agone politico e alla cosa pubblica. 

Di partiti, dal '45 ad oggi, ricorda Napolitano, "diversi ne sono scomparsi, altri si sono trasformati, ne sono nati di nuovi e tutti hanno mostrato limiti e compiuto errori. Ma rifiutare i partiti in quanto tali dove può portare? Nulla può sostituire i partiti".

Parlando in una piazza del Popolo gremita, a Pesaro, Napolitano ha toccato tasti vibranti e perentori quando ha fatto riferimenti ai recenti casi di commistione fra politica e malaffare: "Dove si è creato del marcio - ha quasi urlato - venga estirpato. Bisogna impegnarsi perché i partiti ritrovino lo slancio degli ideali senza abbandonarsi alla cieca sfiducia".

In un Paese guidato da quello che agli occhi di tutta la stampa internazionale è un Governo del Presidente, Napolitano è poi sceso nel dettaglio:  "Ritengo doveroso sollecitare anche con accenti critici alcune riforme istituzionali e politiche e mi rammarico che sia in questa sia nella scorsa legislatura si sia rinunciato a ogni tentativo di riforme condivise. Ma oggi le condizioni sono più favorevoli "per trovare criteri trasparenti e democratici" per il finanziamento dei partiti e per "varare una nuova legge elettorale affinché i cittadini possano scegliere i propri rappresentanti e non votare i nominati dai capi dei partiti".

"I partiti - ha ammonito Napolitano - non tardino a muoversi in questa direzione".