Dopo le polemiche del 25 aprile

Aperta la stagione della caccia al Grillo

Lui dice di non essere un leader politico, ma solo il portavoce del "movimento di cittadini più grande d'Europa". Eppure, a dieci giorni dalle amministrative, batte la provincia italiana in profondità come un vero segretario politico. E spaventa i partiti
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Beppe Grillo

Roma, 27 Aprile 2012

Se la politica si stringe attorno al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Beppe Grillo alza il tiro: il richiamo del Capo dello Stato, nel discorso del 25 aprile, contro la demagogia è stato, secondo il comico genovese, "un atto anticostituzionale. Il Movimento 5 stelle ha 130 consiglieri che sono stati eletti, non come lui che è il presidente dei partiti e che dovrebbe essere super partes".

Il blog di Beppe Grillo


Amministrative vicine, Grillo fa paura
L'attacco che i partiti stanno muovendo a Grillo ed al Movimento 5 stelle, non ha fatto altro che motivare i 'grillini'. Lui dice di non essere un leader politico, ma solo
il portavoce del "movimento di cittadini più grande d'Europa". Eppure, a dieci giorni dalle amministrative, batte la provincia italiana in profondita' come un vero segretario politico.

Nella riserva Pd
A Budrio, paesone di quasi ventimila persone alle porte di Bologna, feudo di sinistra indiscusso da sempre, il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Antonio Giacon vuole provare il colpaccio, proprio in quell'Emilia dove il movimento grillino ha già mietuto tanti successi elettorali, piazzando anche due consiglieri in Regione. Beppe Grillo ha infiammato la piccola piazza del paese, gremita all'inverosimile: "Ci accusano di demagogia e populismo, perché non stanno capendo cosa succede, noi abbiamo con noi la rete, i social network, i partiti si stanno suicidando da soli: il Pdl vuol fare il
partito 2.0, pensate se aprono un blog che commenti arrivano...".

Basta religione dell'euro
Gli obiettivi privilegiati sono Napolitano, Monti e le politiche economiche del governo. Scrive sul blog, poi lo rilancia in piazza: "Usciamo dall'Euro, non ce lo possiamo più
permettere, o almeno discutiamone, oppure è un totem che non si può toccare?".

La replica di Casini e Bersani
Contro Grillo si scagliano soprattutto Bersani e Casini. "Napolitano ha detto cose puntuali e serissime - ha detto il leader del Pd - Grillo ha risposto con insulti, non si
permetta". Sprezzante Casini: "Grillo? Meglio dentro che fuori dal Parlamento, cosi' passa dalle chiacchiere ai fatti e fa i conti con la realtà. E' capitato ad altri movimenti politici: sono arrivati pieni di aspettative e poi hanno fatto i conti con
la realtà dei fatti".

Divorzio da Di Pietro?
Stavolta anche Di Pietro, di solito il meno ostile nei suoi confronti, non gli ha risparmiato critiche. "Tra me e Grillo c'è una sola differenza: io critico ma voglio costruire un'alternativa, lanciare un modello riformista e legalitario. Lui invece mira a sfasciare tutto e basta", invitandolo poi a non cadere nel trabocchetto "di chi vuol metterci l'uno contro l'altro". "Parole che da Tonino non mi sarei mai aspettato", replica Grillo sul suo blog. 

La stampa di centrodestra allarmata e affascinata
"Chi ingrassa Grillo", è l'apertura del Giornale, con Vittorio Feltri che riconosce che l'ormai ex comico ha "la capacità di intercettare umori e malumori diffusi e di organizzare una protesta efficace. Talmente efficace che comincia seriamente e preoccupare i partiti" che invece "non sono più in contatto con la realtà".

Editoriale su Grillo anche sul Tempo. Qui Mario Sechi, convinto che Grillo spaventi tutti, invita a guardare all'ascesa politica del umorista genovese come alla 
"metafora di una perdita di identità costante: Di Pietro litiga con Grillo, Casini parla di Grillo e Bersani bacchetta Grillo". Si sbagliano tutti, perché in questo modo rafforzano i consensi allo stesso Grillo accreditandolo come 'l'anti sistema' per eccellenza. Ma è Camillo Langone, forse, a spiegare perché il fenomeno Grillo preoccupi un po' tutte le segreterie di partito: "Mistero Grillo, piace a sinistra ma è di destra".

Preoccupato, l'Osservatorio sul pluralismo e l'informazione televisiva del Pd, denuncia: nelle settimane dal 10 al 16 aprile e dal 17 al 23 Grillo "ha scalato la presenza nei tg"  fino a un vistoroso 20% degli spazi dedicati a leader politici.