Bce: accorpare le province

Revisione della spesa pubblica in Cdm

Arriva oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri il piano sulla "spending review" elaborato dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda.

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Si cerca di evitare il nuovo aumento dell'Iva

Roma, 30 Aprile 2012

La revisione della spesa pubblica, la cosiddetta ''spending review'', arriva oggi pomeriggio alle 15 sul tavolo del Consiglio dei ministri. Ad illustrare questa prima ricognizione sara' il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda.

Nel piano che il governo si prepara a varare è prevista una drastica revisione della spesa pubblica, che dovrebbe portare a risparmi per 4 miliardi. Un minor esborso per le casse dello Stato che dovrebbe evitare il nuovo aumento dell'Iva, dal 21 al 23 per cento, previsto per il prossimo autunno.

Il rapporto che il ministro Giarda presenterà ai colleghi sara' la base per la discussione sui possibili tagli ai costi, necessari per recuperare qualche miliardo da utilizzare per rilanciare la crescita.

Si parla, in particolare, di possibili tagli alle province soprattutto dopo il richiamo arrivato dalla Bce. Secondo le indiscrezioni pubblicate dai quotidiani, per scongiurare l'aumento dell'Iva di altri due punti, inoltre, Giarda avrebbe in particolare in mirino cinque ministeri: "Interni, Giustizia, Difesa, Istruzione ed Esteri", scrive La Repubblica.

E mentre i partiti fissano i propri paletti - no a tagli alla scuola per il Partito democratico, contrario ai tagli alla sicurezza il Popolo della Libertà - arriva la sferzata della Banca centrale europea: tagliare le province sarebbe l'unica vera misura di taglio ai costi della politica. Dall'Eurotower, poi, un nuovo stimolo al governo per rilanciare su concorrenza e liberalizzazioni.

Il richiamo della Bce ha riacceso i riflettori su un tema da tempo nell'agenda di Parlamento e governo ed è stato salutato positivamente dall'Upi. Ma la strada percorsa dai progetti di riforma è arrivata apparentemente a meta con l'art. 23 del decreto legge 201, il cosiddetto 'Salva Italia', che assegna alle Province funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attivita' dei Comuni. Il tema continua a essere pero' quello della loro cancellazione, il cui iter era cominciato a maggio 2010 in occasione della messa a punto della Finanziaria, quando si era ipotizzata l'abolizione delle Province con meno di 220 mila abitanti.