Afghanistan. Meno di 300 uomini il contributo italiano all'ISAF

Meno di 300 militari, si parla di 280, oltre a mezzi ruotati 'protetti' e ad un C-130 da trasporto...

Vota:

Votata: 0volte

Militari in Afghanistan

Roma, 30 Dicembre 2001

Duecentottanta militari impiegati a Kabul e dintorni con compiti di sicurezza, umanitari e logistici, ed un aereo da trasporto C-130: ormai raggiunto l' accordo sulla composizione della Forza di pace Onu in Afghanistan si delinea, in modo piu' o meno chiaro, il contributo delle forze armate italiane.

Il contingente che l'Italia schierera' tra un paio di settimane, dopo che il team dell'Esercito giunto oggi a Kabul avra' risolto ogni problema logistico, sara' di certo inferiore alle attese (i militari offerti erano infatti 600), ma sicuramente molto qualificato.  

Dovrebbe essere composto da un plotone di carabinieri paracadutisti del Tuscania; da una compagnia di fanteria leggera; da uomini del Genio, sia con compiti logistici che di bonifica mine; da un nucleo trasmissioni, da una squadra Nbc e da una componente medica.

Questi alcuni dei reparti che potrebbero farvi parte.

I CARABINIERI DEL 'TUSCANIA' - Composto in gran parte da personale effettivo, e selezionatissimo - tutti paracadutisti e tiratori scelti - il 'Tuscania' viene impiegato nelle operazioni a piu' alto rischio, ma anche in missioni umanitarie, anche con funzioni di polizia militare.    

Il reparto ha in effetti una doppia connotazione: alla alta capacita' di intervento per i compiti tipici dell'Arma, come la lotta alla criminalita' organizzata, affianca le caratteristiche da combattimento proprie degli altri reparti della Folgore, la brigata in cui è inserito. Per questo i para' del Tuscania - che hanno sede a Livorno, nella caserma Vannucci - sono stati impiegati in quasi tutte le operazioni "fuori area" delle forze armate italiane, ma partecipano anche alle piu' delicate operazioni di polizia in territorio nazionale.   

Nei compiti piu' delicati di sicurezza i carabinieri del Tuscania potrebbero essere affiancati da unita' del nono REGGIMENTO PARACADUTISTI COL MOSCHIN, che costituiscono uno dei reparti meglio addestrati delle Forze armate italiane:

possono contare su un equipaggiamento all'avanguardia, che comprende pure visori termici e notturni, e laringofoni per la comunicazione.

LA COMPONENTE DI FANTERIA - La scelta dovrebbe cadere o sul diciannovesimo 'CAVALLEGGERI GUIDE' oppure su un Reggimento della BRIGATA FOLGORE, o su entrambi. Per quanto riguarda le "Guide", che hanno sede a Salerno, sarebbero 'alleggerite' delle troppo ingombranti blindo Centauro, che potrebbero essere rimpiazzate dai veicoli 'protetti" VM 90, ritenuti piu' adatti ad una missione di pace, oppure da blindo leggere.  

Gli squadroni 'esploranti' del diciannovesimo Guide hanno partecipato a quasi tutte le operazioni "fuori area": dalla Somalia alla Bosnia, dalla Macedonia al Kosovo, da dove sono tornati lo scorso 10 luglio.

Nell'operazione in Afghanistan, il diciannovesimo Guide potrebbe svolgere gli stessi compiti gia' affrontati in Somalia e nei Balcani: sicurezza, scorta alle autocolonne, vigilanza "statica e mobile" di particolari obiettivi, interposizione. Accanto o in alternativa alle 'Guide', la componente di fanteria potrebbe essere costituita anche da paracadutisti della Brigata Folgore - scegliendo tra uno dei reggimenti dislocati tra Pisa, Siena e Livorno - oppure da un REPARTO ALPINO, come il BATTAGLIONE "MONTE CERVINO", di cui si parla da tempo per la vigilanza dell'aeroporto di Bagram. Non è escluso, peraltro, che si attinga sempre alla Brigata Folgore anche per la COMPONENTE LOGISTICA e per quella delle TRASMISSIONI.

GLI UOMINI DEL GENIO E DEL 'BOE' - Ripristinare strade e infrastrutture indispensabili per la ripresa della vita civile, e bonificare il territorio dalle mine: sono due compiti che spettano agli uomini del Genio, un'arma dell'Esercito che comprende entrambe queste specialita'. Un compito particolare - in un Paese che ha il record di mine e trappole esplosive diffuse sul territorio - potrebbe essere certo riservato agli sminatori del 'Boe'.  

Gli "specialisti della bonifica", che si formano alla Scuola del Genio di Roma, sono considerati tra i maggiori esperti del settore in ambito mondiale. Per questo, potrebbero avere un ruolo operativo sul terreno, ma anche un ruolo di addestramento di personale locale. Tra i reparti del Genio ai quali i potrebbe far ricorso c'e' il 10/o Reggimento guastatori di Cremona.

GLI ESPERTI NBC - Del contingente italiano - ma solo a sua protezione - dovrebbe far parte anche un nucleo di specialisti della guerra nucleare, biologica e chimica del settimo Reggimento Difesa NBC "Cremona", di stanza a Civitavecchia, comandato dal colonnello Antonio Badalucco. Dotati di apparecchiature e mezzi all'avanguardia, gli esperti Nbc seguono sempre le truppe italiane nelle operazioni fuori area.  

Oggi una compagnia è in Kosovo e un plotone in Bosnia e di recente è tornato un reparto dalla Macedonia. Solo negli ultimi due anni si sono gia' avvicendati sette volte nei Balcani.

Non fanno invece parte in senso stretto del contingente italiano i carabinieri del Mae (Ministero Affari Esteri) con compiti di vigilanza sicurezza della rappresentanza diplomatica in Afghanistan. Un piccolo gruppo di questi militari dell'Arma è gia' giunto a Kabul: li attende un lavoro particolarmente difficile, nel quale saranno probabilemnte affiancati dagli uomini del Tuscania.