Ma partiti divisi

Legge elettorale, strigliata di Napolitano

Nuova strigliata di Napolitano ai partiti sulla riforma della legge elettorale. La legge va fatta, dice il Pd. Dal Quirinale diktat inaccettabili, secondo Calderoli.

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Il presidente della Repubblica

Roma, 11 Agosto 2012

Giorgio Napolitano si congeda da Stromboli mandando un avviso alle forze politiche. Anzi due. Il primo è l'ennesimo richiamo a trovare un'intesa sulla riforma elettorale. L'altro riguarda le riforme costituzionali e qui il mittente delle parole del capo dello Stato è innanzitutto il Pdl che, "con un'improvvisata virata" sul semipresidenzialismo, ha di fatto bloccato "il progetto di sia pur delimitate modifiche costituzionali che era stato concordato".

Affermazioni che ovviamente non sono piaciute al partito di Sivio Berlusconi. La condivisione dell'appello del presidente Napolitano, dice Maurizio Gasparri, "non ci esime dal dire con franchezza che in merito a riforme costituzionali, da lui definite 'divisive', non esiste un potere di veto delle sinistre e di altri in Senato ed alla Camera". Quanto alla riforma elettorale il Pdl, insieme a Pd e Udc, ribadisce la volonta' di raggiungere un'intesa.

Non ci stanno invece Lega e Idv. Roberto Calderoli parla di "dicktat inaccettabili" che "dimostrano che siamo diventati, senza che nessuno l'avesse votato, una Repubblica presidenziale". Antonio Di Pietro si predispone a opporsi all'eventuale intesa tra i patriti della 'strana maggioranza': "Stanno cercando di fare una legge elettorale per escludere chi, ai loro inciuci e ai loro inguacchi, non ci vuole stare". "Resto inquieto nel non vedere ancora vicine a un approdo le discussioni, che procedono attraverso continui alti e bassi, su una nuova legge elettorale".

Cosi' il presidente Napolitano torna a strigliare le forze politiche per il continuo slittare di un'intesa sulla riforma elettorale. Un accordo che ormai non arrivera', se arrivera', prima dell'autunno. Il capo dello Stato, poi, inlcaza i partiti anche sulla riforma costituzionali che, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, saranno in commissione alla Camera. "Rimane ancora bloccato il progetto di sia pur delimitate modifiche costituzionali che era stato concordato prima di un'improvvisa virata sul tema cosi' divisivo di un improvvisato cambiamento in senso presidenzialistico della Costituzione".

Napolitano dunque ribadisce come sia indispensabile accelerare sulla riforma elettorale, richiamando le forze politiche al rispetto degli impegni assunti in direzione di una modifica dei meccanismi di elezione delle Camere. Concludendo la sua vacanza a Stromboli, il capo dello Stato sottolinea l'intenzione di "seguire piu' da vicino il processo che dovrebbe portare all'attuazione dell'impegno ormai inderogabile di non tornare alle urne con la legge elettorale del 2005".

Pdl, Pd e Udc non possono che condividere l'appello del presidente Napolitano sulla riforma elettorale. Sebbene, anche oggi, non manchi la solita polemica sul 'di chi è la colpa'. Anna Maria Bernini del Pdl lo dice chiaramente: "Il Pdl ha la coscienza a posto", perche' è stato il Pd "che piu' di ogni altro in questi mesi ha trovato pretesti per fare saltare il tavolo del negoziato".

Da parte sua il Pd con Anna Finocchiaro assicura che il partito democratico "ribadisce la propria disponibilita' ad un ampio confronto per arrivare ad una riforma della legge elettorale condivisa ed efficace". Per la capogruppo del Pd al Sento "alla ripresa dei lavori è assolutamente necessario raggiungere un accordo". Ciascuna "forza politica deve fare un passo avanti nei confronti degli altri contendenti e un passo indietro rispetto alle proprie esclusive prerogative e ai propri interessi. Non è piu' tempo di inutili e dannose schermaglie, il Porcellum è da cambiare".

Positive le reazioni anche in casa Udc. "La riforma della legge elettorale a settembre è inevitabile, ciascun partito deve fare un passo indietro perche' altrimenti chi ha impedito di dire addio al 'Porcellum' sara' punito dagli elettori", dice il capogruppo del Pdl al Senato, Gianpiero D'Alia.

Nel Pdl le voci su Napolitano non sono univoche. Se Gasparri condivide l'appello a trovare un accordo sulla riforma elettorale, per Gianfranco Rotondi, il capo dello Stato con i "continui appelli quotidiani alla riforma elettorale di fatto contribuisce a completare la delegittimazione dell'attuale Parlamento". Non la pensa cosi' Franco Frattini. "Il presidente Napolitano dice sempre cose che condivido con forza. Ha ragione, sulla legge elettorale non possiamo fare figuracce di fronte agli italiani. Se non chiudiamo a settembre sulla riforma, ci giochiamo la faccia".

La riforma elettorale si intreccia anche con l'assetto con cui il Pdl decidera' di presentarsi alle elezioni. Ieri Silvio Berlusconi ha detto a Liberation che non ha ancora deciso se ridiscendere in campo: "Tutto il partito, a cominciare dai deputati, mi chiedono di tornare per beneficiare della mia popolarita' in campagna elettorale. Non ho ancora deciso ma una cosa è sicura: sono sempre stato al servizio del mio Paese". E Frattini spiega come al decisione del Cavaliere sia strettamente legata alla legge elettorale. "A me personalmente non ha mai confermato la scelta di ricandidarsi. So che ci sta riflettendo, la sua decisione dipendera' da molti elementi, non solo da un fattore emozionale. Uno degli elementi importanti è la legge elettorale, vedremo".

Dure le critiche a Napolitano dalla Lega. "I diktat odierni e ripetuti, da parte del Capo dello Stato, sulla dimensione della riforma costituzionale e sulla legge elettorale -attacca Calderoli- sono inaccettabili, considerato il ruolo e i poteri previsti dalla Costituzione in capo al Presidente della Repubblica e dimostrano che siamo diventati, senza che nessuno l'avesse votato, una Repubblica presidenziale. Ma a decidere saranno la politica e il Parlamento e non il suo nominato Monti o un presidente eletto dalla 'casta'".

Mentre Di Pietro annuncia gia' che non si fida della possibile intesa che si raggiungera' in Parlamento dove "stanno cercando di fare una legge elettorale per escludere chi, ai loro inciuci e ai loro inguacchi, non ci vuole stare". Oggi, peraltro, è stata un'altra giornata di tensione tra l'Idv e il Colle sulla presunta trattativa tra lo Stato e la mafia. Prima Leoluca Orlando, poi lo stesso Di Pietro sono tornati a denunciare il tentativo che, secondo loro, Napolitano starebbe mettando in atto per ostacolare la verita' sulla vicenda. Il sindaco di Palermo invita il capo dello Stato "a lanciare un messaggio di sostegno ai magistrati di Caltanissetta e di Palermo, che li sproni ad andare avanti nei processi contro la mafia, per fare luce sulla trattativa". Il leader Idv accusa Napolitano di "brigare per impedire di conoscere i fatti".

Il Quirinale ha replicato con un messaggio su Twitter di Pasquale Cascella, destinato a Orlando. "Il sindaco di Palermo -fa notare il consigliere del presidente Napolitano- deve aver sbagliato i destinatari delle sue domande. Orlando dovrebbe ben conoscere quel che Napolitano ha detto e fatto a sostegno dei magistrati impegnati contro la mafia e per la legalita'".