Parla l'ex capo dello staff di Laura Bush

Professione First lady, l'altra faccia del Presidente

"Il piu' potente incarico non elettivo, e non pagato, un incarico che ogni first lady cerca di usare in modo piu' confacente alla propria personalita' per sostenere il presidente, rimanendo il piu' possibile al di sopra della battaglia politica" spiega Anita Bevacqua McBride.

Vota:

Votata: 10volte, Media voti: 3.4

Michelle e Barack Obama

Washington, Stati Uniti, 04 Settembre 2012

"Il piu' potente incarico non elettivo, e non pagato, un incarico che ogni first lady cerca di usare in modo piu' confacente alla propria personalita' per sostenere il presidente, rimanendo il piu' possibile al di sopra della battaglia politica". Cosi' sintetizza, intervistata dall'Adnkronos, il "difficile lavoro" della first lady Anita Bevacqua McBride, che è stata capo dello staff di Laura Bush dal 2005 al 2009, e che oggi, all'American University dirige un programma di studi sulle first lady americane.

A proposito del discorso di Michelle Obama a Charlotte e di quello di Ann Romney la scorsa settimana a Tampa, la repubblicana italoamericana sottolinea che le mogli hanno "un'importanza crescente" nelle convention perche' i loro discorsi hanno l'obiettivo "di presentare il lato umano del presidente o del candidato che vuole essere presidente".

Con l'intervento delle first lady si vuole aprire "una finestra sul carattere" del presidente, anche piu' nascosto, "presentare le difficolta' che il presidente deve affrontare ed è questo quello che fara' la signora Obama quando parlera' questa sera".E a questo proposito la Bevacqua McBride - che è nel board della Niaf, la maggiore organizzazione degli italiani d'America - ricorda come il discorso di Laura Bush alla convention del 2004 fu "un punto di svolta" perche' presento' agli americani "la difficolta' delle'essere un presidente in tempo di guerra".

In contrasto con i molti che "pensavano che George Bush avesse voluto andare in guerra", la moglie descrisse la "pena e il travaglio" di un presidente nel decidere di andare in guerra e nel ricevere i bollettini con i caduti al fronte. "E lo ha fatto in un modo che è stato sensibile, umano e personale", ricorda ancora l'ex capo dello staff della first lady repubblicana che, come del resto oggi Michelle Obama, raccoglieva sostegni e simpatia anche da elettori del partito avverso.

"Noi ci aspettiamo che le first lady non si facciano trascinare troppo nella politica, soprattutto nei suoi aspetti negativi, ma che siano una voce positiva per il paese, vogliamo che rimangano al di fuori della battaglia politica e di solito - conclude - sono molto brave a farlo".