A 15 anni tradusse l'Eneide, una vita dedicata all'Odissea

E' morta la poetessa Giovanna Bemporad

"E immagino che quando / la morte a noi verrà, non ci dorremo / se si ricorderanno i cari amici / di noi, parlando, e ci ameranno ancora"

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Giovanna Bemporad

Roma, 07 Gennaio 2013

Esordì giovanissima, traducendo a quindici anni l'Eneide in endecasillabi, anche se è l'Odissea il poema al quale ha dedicato tutta la sua vita. Giovanna Bemporad, una delle voci più autorevoli della poesia contemporanea, si è spenta  a Roma il 6 gennaio, all'ospedale Sant'Eugenio. Ne ha dato notizia il marito, Giulio Cesare Orlando (senatore e ministro tra il 1968 e il 1992), che aveva sposato nel 1957 con Giuseppe Ungaretti come testimone.

Nata a Ferrara il 16 novembre 1928, amica di Pier Paolo Pasolini e Camillo Sbarbaro, Bemporad ha alternato traduzioni di autori classici e moderni al suo lavoro creativo che ha riunito negli 'Esercizi' (la cui prima edizione usci' nel 1948 per Urbani e Pettenello a Venezia): una raccolta di poesie e traduzioni, dai poemi indiani a Omero e Saffo, fino a Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Mallarme', Valery, Rilke, Holderlin. Un'opera più volte ristampata, tra l'altro da Garzanti e l'ultima volta nel 2011, da Luca Sossella editore. Con la nuova edizione, incentrata sulla sua produzione originale e intitolata 'Esercizi vecchi e nuovi', è stata finalista al premio Camaiore nel settembre scorso e al premio di poesia Napoli a dicembre.

 Nei componimenti, raffinati nei toni e nei ritmi, ha raccontato il male, la stanchezza, la volontà di estraniarsi dal mondo, la morte: "E immagino che quando / la morte a noi verrà, non ci dorremo / se si ricorderanno i cari amici / di noi, parlando, e ci ameranno ancora".

Nel 1952 ha firmato le traduzioni dell’Elegia di Marienbad di Goethe e degli Inni alla notte di Novalis (Morcelliana) e nel 1956 dell'Elettra di Hofmannsthal (Valsecchi), tutte poi ristampate da Garzanti.

L'opera che però ha accompagnato tutta la sua esistenza è stata la traduzione in endecasillabi rigorosi dell'Odissea di Omero: una prima antologia è stata pubblicata dalle Edizioni Radio Italiana; per le Lettere di Firenze è uscita poi una nuova versione ampliata nel 1990, poi ristampata nel 1992 e ancora nel 2004.

 La sua Odissea è stata anche portata in scena da Renato Greco nel 2004 nello spettacolo di danza Odisseus al Teatro Greco di Roma. Tra le sue ultime pubblicazioni, il carteggio con Camillo Sbarbaro, 1952-1964 (Edizioni Archivi del ‘900, 2004) e la versione dall’ebraico del Cantico dei Cantici (Morcelliana, 2006).