"Riserbo che nessuno ha potuto infrangere"

Osservatore Romano: una decisione presa molti mesi fa

La rinuncia di Benedetto XVI al papato è una decisione "presa da molti mesi, dopo il viaggio in Messico e a Cuba"

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La finestra dello studio del Papa

Roma, 11 Febbraio 2013

La decisione delle dimissioni del Pontefice "è stata presa da molti mesi, dopo il viaggio in Messico e a Cuba, in un riserbo che nessuno ha potuto infrangere".

Così il direttore dell"Osservatore romano', Giovanni Maria Vian, in un editoriale di prima pagina intitolato 'Il futuro di Dio', che accompagna l'apertura 'Benedetto XVI lascia il pontificato'.

Il viaggio del Papa a Cuba e Messico si svolse poco meno di un anno fa: dal 23 al 29 Marzo 2012.

"La decisione del Pontefice è stata presa da molti mesi, dopo il viaggio in Messico e a Cuba, in un riserbo che nessuno ha potuto infrangere, e avendo ripetutamente esaminato la propria coscienza davanti a Dio, a causa dell'avanzare dell'età",  scrive il direttore dell'Osservatore Romano, professor Giovanni Maria Vian.

"Benedetto XVI - rileva nell'editoriale del quotidiano vaticano - ha spiegato, con la chiarezza a lui propria, che le sue forze "non sono più adatte per esercitare in modo adeguato" il compito immane richiesto a chi viene eletto per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo".

"Per questo, e soltanto per questo - ripete il professor Vian - il Romano Pontefice, 'ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà rinuncia al ministero di vescovo di Roma affidatogli il 19 aprile 2005".

L'articolo sottolinea poi "le parole che Benedetto XVI ha scelto indicano in modo trasparente il rispetto delle condizioni previste dal diritto canonico per le dimissioni da un incarico che non ha paragoni al mondo per il peso reale e l'importanza spirituale".

"E' risaputo - conclude Vian - che il cardinale Ratzinger non ha in alcun modo cercato l'elezione al Pontificato, una delle più rapide nella storia, e che l'ha accettata con la semplicità propria di chi davvero affida la propria vita a Dio. Per questo Benedetto XVI non si è mai sentito solo, in un rapporto autentico e quotidiano con chi amorevolmente governa la vita di ogni essere umano e nella realtà della comunione dei santi, sostenuto dall'amore e dal lavoro dei collaboratori, e sorretto dalla preghiera e dalla simpatia di moltissime persone, credenti e non credenti".