250mila a San Pietro per la messa di Pasqua
Oggi il Regina Coeli

Papa Francesco: pace nel mondo, auguri a chi soffre

Duecentocinquantamila persone in Piazza San Pietro per la messa di Pasqua. "No" alle minacce alla vita umana e alla famiglia, alla tratta di persone, al narcotraffico, allo sfruttamento iniquo delle risorse naturali, invitando a essere "custodi responsabili del creato"

Vota:

Votata: 35volte, Media voti: 4.08

Papa Francesco

Citta del Vaticano, 31 Marzo 2013

"Domandiamo a Gesù risorto, che trasforma la morte in vita, di mutare l'odio in amore, la vendetta in perdono, la guerra in pace", ha detto papa Francesco nel messaggio Urbi et Orbi agli oltre duecentocinquantamila fedeli presenti in Piazza San Pietro. Cristo è la nostra pace e attraverso di Lui imploriamo pace per il mondo intero", ha aggiunto. "No" alle minacce alla vita umana e alla famiglia, alla tratta di persone, al narcotraffico, allo sfruttamento iniquo delle risorse naturali, invitando a essere "custodi responsabili del creato".

La Pasqua è il passaggio dell'uomo alla libertà dell'amore
''Ecco che cos'è la Pasqua: è l'esodo, il passaggio dell'uomo dalla schiavitù del peccato, del male alla liberta' dell'amore, del bene''. Lo ha detto papa Francesco nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. "Cristo è morto e risorto una volta per sempre e per tutti - ha aggiunto -, ma la forza della Risurrezione, questo passaggio dalla schiavitu' del male alla libertà del bene, deve attuarsi in ogni tempo, negli spazi concreti della nostra esistenza, nella nostra vita di ogni giorno".

Pace per tutto il mondo
"Pace per il Medio Oriente - ha affermato papa Francesco nel messaggio pasquale Urbi et Orbi -, in particolare tra Israeliani e Palestinesi, che faticano a trovare la strada della concordia, affinché riprendano con coraggio e disponibilità i negoziati per porre fine a un conflitto che dura ormai da troppo tempo".
"Pace in Iraq - ha proseguito -, perché cessi definitivamente ogni violenza, e, soprattutto, per l'amata Siria, per la sua popolazione ferita dal conflitto e per i numerosi profughi, che attendono aiuto e consolazione". "Quanto sangue è stato versato! - ha aggiunto il Pontefice - E quante sofferenze dovranno essere ancora inflitte prima che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi?". Papa Francesco chiede pace per l'Africa, "ancora teatro di sanguinosi conflitti", come in Mali, nella Repubblica Democratica del Congo o in quella Centrafricana. Per la Nigeria auspica la fine degli attentati terroristici e dei sequestri di persone, anche bambini. "Pace per l'Africa, ancora teatro di sanguinosi conflitti", ha affermato il Pontefice nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. "In Mali - ha proseguito -, affinchè ritrovi unità e stabilità; e in Nigeria, dove purtroppo non cessano gli attentati, che minacciano gravemente la vita di tanti innocenti, e dove non poche persone, anche bambini, sono tenuti in ostaggio da gruppi terroristici". Il riferimento del Pontefice, pur senza citandolo esplicitamente, è anche al sequestro, avvenuto un mese fa e ancora in corso, di una famiglia francese con quattro bambini, rapita in Camerun e poi portata in Nigeria.
"Pace nell'est della Repubblica Democratica del Congo e nella Repubblica Centroafricana - ha aggiunto papa Bergoglio -, dove in molti sono costretti a lasciare le proprie case e vivono ancora nella paura".

"Pace in Asia, soprattutto nella Penisola coreana, perchè si superino le divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione". Questa una delle invocazioni di papa Francesco nel messaggio pasquale Urbi et Orbi, con riferimento alle minacce di guerra tra Corea del Nord e del Sud.

Basta violenze, narcotraffico e tratta delle persone
"La tratta delle persone è la schiavitu' piu' estesa in questo 21esimo secolo". Papa Francesco ripete due volte questa forte denuncia nel suo messaggio di Pasqua. "Pace a tutto il mondo - invoca ancora - dilaniato dalla violenza legata al narcotraffico e dallo sfruttamento iniquo delle risorse naturali! Pace a questa nostra Terra! Gesu' risorto porti conforto a chi è vittima delle calamita' naturali e ci renda custodi responsabili del creato".