"Mercedes in regalo? No, regolarmente acquistata"

Il giudice Esposito querela il Giornale

Il magistrato: "Del tutto diffamatoria" è "la notizia di aver ricevuto in regalo una Mercedes, così come diffamatorie sono tutte le altre notizie contenute nell'articolo in questione, di cui sarà provata la falsità nelle sedi competenti

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Il giudice Antonio Esposito

Roma, 11 Agosto 2013

Il giudice Antonio Esposito annuncia che adirà alle vie legali contro "Il Giornale" per la serie di articoli a lui dedicati negli ultimi giorni, contenenti a suo dire "notizie palesemente diffamatorie".

 "Sul quotidiano 'Il Giornale' dell'11/08/2013, nel contesto di una giornaliera attività gravemente denigratoria e diffamatoria, è apparso l'ennesimo articolo, ancor più - se possibile - diffamatorio che reca in prima pagina, a grossi caratteri: 'La doppia vita di Esposito' 'Gli affari milionari del giudice' 'Il Giornale' dedica all'argomento tre pagine ribadendo a pag. 3, anche qui a caratteri cubitali: 'La rete di affari di Esposito: ecco perchè fu trasferito'", scrive Esposito in un lungo comunicato.

Il trasferimento d'ufficio del giudice Antonio Esposito - disposto dal Csm, che dalla pretura di Sala Consilina lo destinò alla Corte d'appello di Napoli - "venne annullato dal Tar Lazio", precisa, in una nota lo stesso magistrato (presidente del collegio della Cassazione che ha confermato la condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale) replicando ad un articolo del Giornale che scrive come Esposito "fu trasferito dal Csm perchè‚ con la sua scuola (l'Ispi - ndr) guadagnava cifre enormi, incompatibili con lo stipendio da magistrato".

 Il giudice afferma invece che "il trasferimento di ufficio, deciso a strettissima maggioranza dal Plenum del Consiglio il 7 aprile 1994 venne dapprima sospeso (doppie ordinanze conformi del Tar Lazio e del Consiglio di Stato) e poi posto nel nulla dal Tribunale Amministrativo del Lazio con sentenza del 27 marzo 1996".

 Il quotidiano parla anche di una "Mercedes in regalo" avuta da Esposito, il quale precisa che questa vicenda "venne archiviata, già in fase istruttoria, sia in sede penale, che disciplinare, che amministrativa. In tutte queste sedi si è accertato, con prova orale e documentale - afferma - l'assoluta legittimità dell'acquisto".