Fioroni: prendo atto che c'è un solo candidato

Areadem con Renzi, Franceschini: "Pronti a votarlo segretario Pd"

"Dopo anni di scontri nel centro sinistra - ha detto il ministro dal palco della festa del Pd di Genova - c'è bisogno adesso di unità e se Renzi, come ha detto, lavorerà da segretario per innovare il Pd, tenendolo unito e non dividendolo, sono pronto a votarlo"

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Dario Franceschini

Roma, 02 Settembre 2013

Matteo Renzi, che ieri ha sciolto la riserva sulla sua disponibilità a guidare il Pd, incassa la benedizione del ministro per i rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini. "Dopo anni di scontri nel centro sinistra - ha detto il ministro dal palco della festa del Pd di Genova - c'è bisogno adesso di unità e se Renzi, come ha detto, lavorerà da segretario per innovare il Pd, tenendolo unito e non dividendolo, sono pronto a votarlo"

Dentro Areadem, già il sindaco di Torino Piero Fassino aveva da tempo scelto di sostenere Matteo Renzi nel caso in cui si fosse candidato alla guida del Pd. Dopo
che ieri il sindaco di Firenze ha di fatto annunciato la sua corsa, Franceschini ha deciso di accelerare. Dal palco della Festa di Genova il ministro ex Ppi, molto vicino al premier Enrico Letta, ha spiegato le ragioni in vista della scelta definitiva, il 27-28 settembre, in occasione dell'annuale appuntamento a Cortona che riunisce parlamentari e dirigenti di Areadem.

Renzi non esclude Letta
Franceschini sottolinea come una "pluralità di leadership non può essere vista come un limite. Quando una squadra ha piu' talenti si usano tutti". Quanto ad Enrico Letta, Franceschini si dice convinto che sia "impossibile non riconoscergli l'autorevolezza con cui sta facendo il premier. Abbiamo visto tutti quanto
conta la sua credibilità".

Basta con le rivalità
Per Franceschini, "hanno fatto gia' troppo male in passato. Abbiamo una squadra in cui ci sono talenti che vanno utilizzati, e Matteo sicuramente è un talento". Rispetto al passato anche il linguaggio del sindaco di Firenze è cambiato, secondo Franceschini, mettendo l'accento sulle cose 'positive'. "Per esempio la 'rottamazione' - spiega il ministro - suonava in modo violento. Ma non significava altro che la necessità di cambiamento. Il punto è innovare conservando ciò che c'è di buono".

Cicatrici da larghe intese
Dall'esperienza "faticosa" del governo di larghe intese "usciremo con piu' cicatrici che medaglie". Però, ha detto Franceschini, "mi piacerebbe che nel nostro campo rivendicassimo le cose positive che abbiamo fatto".

Fioroni: c'è un solo candidato
"In un congresso in cui c'è un candidato che rappresenta l'80% e 5, 6 o 7 candidati che faticano tutti insieme a dividersi il 20% , io prendo atto che c'è un solo candidato", ha detto a Radio Radicale un altro dirigente del Pd Beppe Fioroni. "Il fatto che Renzi abbia deciso definitivamente di candidarsi ad una cosa e correre per quella è un dato significativo e importante - spiega Fioroni - Penso sia altrettanto significativo che il fatto che Berlusconi stia uscendo definitivamente dalla scena politica della seconda Repubblica ci consentira' di affrontare un congresso senza il collante dell'antiberlusconismo per stare insieme. Cosi' affronteremo un congresso di fondazione vera nel quale diremo le cose per cui stiamo insieme, i valori e i progetti che sono in grado di dare identita' e appartenenza certe al nostro popolo. Mi auguro che questo significhi cio' che ha detto Matteo quando ieri ha affermato che bisogna discutere di cosa serve all'Italia e dei progetti per il Pd".