Doping. Conconi accusato di associazione a delinquere

Il giorno dopo la fine dell'inchiesta del pubblico ministero Pierguido Ferrari, lo sport italiano si interroga: che valore hanno vittorie, medaglie, risultati prestigiosi sui quali grava l'ombra del doping? A difesa del professor Conconi, accusato di associazione a delinquere, il pluriolimpionico Antonio Rossi:"Di lui ho sempre avuto stima, e quando mi ha seguito personalmente non mi ha mai proposto niente".

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Archivio RaiNews24, 27 Ottobre 2000

Il prof. Francesco Conconi

Ferrara, 27 ottobre
Il giorno dopo la fine dell'inchiesta del pubblico ministero Pierguido Ferrari, lo sport italiano si interroga: che valore hanno vittorie, medaglie, risultati prestigiosi sui quali grava l'ombra del doping? A difesa del professor Conconi, accusato di associazione a delinquere, il pluriolimpionico Antonio Rossi:"Di lui ho sempre avuto stima, e quando mi ha seguito personalmente non mi ha mai proposto niente".

Campioni nel fango
Lo shock dello sport italiano è pari al prestigio dei nomi contenuti nell' "elenco degli atleti sottoposti a trattamento in base alle emergenze delle indagini" scritto dagli inquirenti. Ci sono, e non vanno taciute, le eccezioni: il ciclista Andrea Tafi, ad esempio, nel '93 era seguito dal centro di studi biomedici applicati allo sport di Ferrara come tutta la sua squadra di allora (la Carrera). Le sue analisi sono sempre nella norma e il campione della Parigi-Roubaix non risulta mai sotto trattamento di sostanze proibite.

Pseudonimi affiancati da valori fuori norma
Nel computer del centro ferrarese diretto da Francesco Conconi, che è anche rettore del locale ateneo universitario, i carabinieri del Nas di Bologna e Firenze trovarono files in cui i campioni collegati a valori fuori norma del sangue (soprattutto dell'ematocrito) sono pero' molti. Accanto ai nomi una "s" o una "n", che significherebbero trattato con epo (la sostanza che alza l' ematocrito facendo aumentare il rendimento negli sport di durata) o meno. Dai file risulta che l' ematocrito alto coincide con i momenti piu' importanti della stagione agonistica, spesso con vittorie importanti.

Le salite e le discese del Pirata
A Marco Pantani, ad esempio, gli inquirenti pensano che sia stata stata somministrata Epo nel '93, sia pure per pochi giorni, e il pirata non ottenne risultati di rilievo. L'anno dopo, invece, i trattamenti sarebbero diventati sistematici. E sempre nel '94 Pantani stupi' tutti al Giro e al Tour, con valori del sangue che si impennavano in coincidenza delle grandi corse a tappe. Nelle analisi di gennaio lo scalatore di Cesenatico aveva ematocrito a 43,4 ed emoglobina a 14,4. A marzo 40,7 e 13,7. Valori normali. Due mesi dopo, all' analisi del 23 maggio durante il Giro, i valori si erano impennati: 54,4 l' ematocrito, 17,2 l' emoglobina. A fine giro, il 13 giugno, ematocrito 58, emoglobina 18,6, 5.870.000 globuli rossi (4.410.000 a marzo). Nel frattempo aveva vinto due tappe alpine, per poi chiudere al secondo posto della classifica generale. I valori rimasero elevati anche a luglio, con il Tour, 57-58 di ematocrito e di 18, 18,5 di emoglobina.

Il pirata avrebbe poi smesso di assumere Epo, almeno secondo le analisi vagliate dalla pubblica accusa, e questo coincise con risultati mediocri. Nel '95 di nuovo valori bassi ad inizio stagione, poi l' incidente del 1/o maggio che gli impedi' di fare il Giro. Dopo, con il rientro al Giro di Svizzera e una vittoria di tappa, di nuovo ematocrito a 56, emoglobina a 18 e globuli rossi a 6.090.000. Infine il Tour, con la vittoria all' Alpe d' Huez. Il 95 è anche l' anno dell' incidente durante la Milano-Torino, dopo il quale risulto' con ematocrito a 60. Ematocrito che ha portato Pantani sul banco degli imputati del processo in corso a Forli'.

Non solo ciclisti
Con valori altalenanti e coincidenti con le migliori prestazioni, secondo le indagini, anche altri campioni del pedale, Gianni Bugno (seguito da Conconi nella fase calante della sua carriera e che comunque è dotato di ematocrito naturalmente alto), Maurizio Fondriest (26 vittorie, tra cui Milano-Sanremo, Freccia Vallone e Coppa del Mondo, nel '93 anno in cui sarebbe stato "trattato" nel centro di Ferrara), Rolf Sorensen, Claudio Chiappucci. E ancora, uno dei nomi piu' prestigiosi di tutto lo sport italiano, quello dell'olmpionica dello sci di fondo Manuela Di Centa (prima delle Olimpiadi di Lillehammer '94 ematocrito a 54,2) risulta associato a trattamento farmacologico sospetto.

L'elenco di Ferrara
Gli atleti citati nell' atto di chiusura delle indagini preliminari firmato dal Pm Pierguido Soprani, titolare dell' inchiesta, sono 63. Il periodo temporale a cui fa riferimento l' elenco va dal '92 al '98. Nel riportare l'elenco, ricordiamo che per la legge, prima di un regolare processo, l'assunzione di sostanze dopanti da parte degli intersseati, cosi' come le eventuali responsabilità del prof.Conconi, restano tutte da dimostrare.

Questi i nomi degli atleti: Marco Albarello, Stefano Allocchio, Marco Artunghi, Gianluigi Barsottelli, Alessandro Bertolini, Eugeni Berzin, Vladislav Bobrik, Beniamino Bonomi, Guido Bontempi, Gianluca Bortolami, Dario Bottaro, Gianni Bugno, Rene' Cattarinussi, Bruno Cenghialta, Stefano Checchin, Claudio Chiappucci, Mario Chiesa, Andrea Chiurato, Laurent Clos, Davide Cordani, Maurizio Damilano, Maurilio De Zolt, Luigi Della Bianca, Manuela Di Centa, Gianni Faresin, Silvio Fauner, Maurizio Fondriest, Luciano Fontana, Francesco Frattini, Giorgio Furlan, Massimo Ghirotto, Gaudenzio Godioz, Ivan Gotti, Fabio Maj, Nicola Miceli, Nicola Minali, Maurizio Molinari, Francesco Moser, Rudy Mosole, Daniele Nardello, Andrea Paluselli, Marco Pantani, Giancarlo Perini, Gianfranco Polvara, Wladimir Pulnikov, Bjarne Riis, Stephen Roche, Fabio Roscioli, Remo Rossi, Antonio Santaromita, Emma Scaunich, Samuele Schiavina, Marcello Siboni, Rolf Sorensen, Piotr Ugrumov, Flavio Vanzella, Giorgio Vanzetta, Alberto Volpi, Angelo Weiss, Enrico Zaina, Beat Zberg, Marco Zen, Massimo Zucchelli.