Terrorismo. Arresti a Milano, in carcere un imam

Nuova fiammata nelle indagini sul terrorismo islamico a Milano. Oggi i militari del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria della guardia di Finanza hanno arrestato, tra Lombardia e Liguria, sei presunti fiancheggiatori del Gruppo Salafita di Predicazione e Combattimento.

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L'operazione è scattata all'alba

Milano, 24 Giugno 2003

Nuova fiammata nelle indagini sul terrorismo islamico a Milano. Oggi i militari del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria della guardia di Finanza hanno arrestato, tra Lombardia e Liguria, sei presunti fiancheggiatori del Gruppo Salafita di Predicazione e Combattimento.

Tra le persone finite in carcere c'è anche l'Imam della moschea di Gallarate, la cittadina in provincia di Varese già al centro della prima inchiesta milanese sulla cellula vicina ad Al Qaeda.

Stamane all'alba le Fiamme Gialle hanno dato il via all'Operazione Gebel (in arabo, montagna): 38 perquisizioni, sei pesone in carcere, 5 tunisini e un marocchino, l'imam. Una settima persona è latitante.

I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare, firmate dal gip ieri e chieste una decina di giorni fa dalla Procura di Milano sono: Youssef Abdaoui 36 anni, Mohamed Ben Mohamed Abdelhedi, 37 anni, Kamel Darraji, 35 anni, Habib Ben Ahmed Loubiri, 41 anni, Chabaane Ben Mohamed Trabelsi, 37 anni e l'imam della moschea di Gallarate,Mohamed El Mahfoudi, 38 anni.

Le accuse a vario titolo sono di associazione per delinquere finalizzata al supporto logistico e finanziario al terrorismo islamico, frode fiscale mediante l'utilizzo di fatture false, favoreggiamento all'immigrazione clandestina, ricettazione di documenti falsi, simulazione di reato, e ricettazione e appropriazione indebita finalizzata al traffico illecito di automezzi.

Nell'inchiesta sono coinvolte altre sette persone, tra le quali S.M., un commercialista milanese che avrebbe fatto da consulente al gruppo e si sarebbe prestato a favorire la permanenza sul territorio italiano di clandestini. Tutti sono anche indagati per terrorismo internazionale, anche se il reato non è stato contestato nelle ordinanze di custodia.

Per gli inquirenti gli arrestati fanno parte del gruppo capeggiato da Essid Sami Ben Khemais. E di quel gruppo, indebolito dagli arresti e dalle condanne degli anni scorsi, avvalendosi di imprese individuali e società cooperative con sede nelle province di Milano, Como e Varese, avrebbero proseguito l'attività di supporto. Il loro ruolo però sarebbe stato essenzialmente quello di rastrellare fondi per la causa.

Loubiri, personaggio di spicco insieme ad Abdaoui (quest'ultimo sarebbe il capo operativo), in alcune conversazioni intercettate aveva commentato l'arresto di Ramzi Binalshib, il 20esimo dirottatore dell'11 settembre 2001, arrestato in Pakistan il 14 settembre scorso.

Chabaane era comparso in un servizio mandato in onda il 12 settembre 2002 dalla tv Al Jazeera, all'indomani del primo anniversario dell'attacco alle Torri Gemelle, e aveva ricevuto per questo telefonate di complimenti. Ricorrenza, quella dell'11 settembre, che tutti avrebbero festeggiato.