Pensioni. Pezzotta: questa non è una riforma. Sabato la decisione sullo sciopero generale

"Adesso gli italiani sanno che il loro futuro pensionistico è il superamento delle pensioni di anzianità. Berlusconi ha detto loro che andranno in pensione con 40 anni di contributi o 65 di età". Questo il commento, molto critico, di Savino Pezzotta, leader della Cisl, al discorso di ieri sera del presidente del Consiglio. I sindacati hanno già aperto un confronto sulle possibili date dello sciopero generale.

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Savino Pezzotta e Antonio D'Amato

Roma, 30 Settembre 2003

"Adesso gli italiani sanno che il loro futuro pensionistico è il superamento delle pensioni di anzianità. Berlusconi ha detto loro che andranno in pensione con 40 anni di contributi o 65 di età". Questo il commento, molto critico, di Savino Pezzotta, leader della Cisl, al discorso di ieri sera del presidente del Consiglio. I sindacati hanno già aperto un confronto sulle possibili date dello sciopero generale.

Il segretario generale della Cisl accusa il governo di "strumentalizzare" il tema delle pensioni per farsi dare un ok da Bruxelles su altre cose. "Lo dimostra il fatto -afferma Pezzotta - che altrimenti il governo avrebbe aperto al confronto con il sindacato, per individuare insieme gli obiettivi della riforma. Invece ci è stato detto che ci sono tre giorni per trattare". "Questa non è una riforma- ha proseguito Pezzotta- è uno smantellamento della legge Dini, che è la riforma. Sulla base di cosa dovrei fare un accordo?"

E questa mattina i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil si sono sentiti per mettersi d'accordo sulle iniziative da prendere insieme contro la riforma delle pensioni e per rispondere all'intervento televisivo di Silvio Berlusconi. Si parla di 4 ore di sciopero generale già fra il 21 ed il 24 ottobre, ma la decisione verrà presa solo sabato prossimo, dopo l'incontro con il governo.

Secondo Follini il governo è stato responsabile
"La riforma delle pensioni è un passaggio stretto ma inevitabile. Non a caso lo stanno attraversando tutti gli altri governi  europei", ha affermato invece Marco Follini, segretario dell'Udc, secondo il quale il governo italiano ha affrontato l'argomento con chiarezza e responsabilità. "Sarebbe  auspicabile - aggiunge Follini - che ora l'opposizione non si mettesse a suonare la grancassa della demagogia".
 
La Malfa: discorso corretto e coraggioso
Giorgio La Malfa, presidente della commissione Finanze della Camera, ha invece commentato l'intervento del premier a reti unificate dicendo che è stato "corretto e coraggioso". La Malfa però ha aggiunto che la riforma delle pensioni sarebbe dovuta partire da subito.
Quanto alle proteste dei sindacati, La Malfa afferma che si tratta "di una reazione grave e negativa, la prova che è molto difficile difendere gli interessi generali".

Giudizio positivo di D'Amato
Commento favorevole al discorso di Berlusconi anche da parte di D'Amato: "Prendiamo atto in maniera positiva del fatto che ieri il presidente del Consiglio sia intervenuto in maniera così forte nel dire che la riforma delle pensioni si farà. E' aperto un tavolo sugli aspetti di questa riforma - ha aggiunto il numero uno di Confindustria- ma è importante che l'Italia abbia traguardato il fatto che la riforma delle pensioni va fatta".