Calcio. Derby Lazio-Roma, blitz della polizia in ambienti ultras. Molti arresti

All'alba di stamani la Digos della Questura di Roma ha eseguito numerosi arresti negli ambienti delle tifoserie ultras di Roma e Lazio.

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Totti a colloquio con gli ultras

Roma, 08 Giugno 2004

All'alba di stamani la Digos della Questura di Roma ha eseguito numerosi arresti negli ambienti delle tifoserie ultras di Roma e Lazio. I fatti riguardano gli incidenti verificatisi nel dopopartita del derby Lazio-Roma del 21 marzo, sospeso in seguito a una voce, poi rivelatasi falsa, della morte di un bambino. L'operazione di polizia è coordinata dal pool "Tifoserie violente" della Procura della Repubblica di Roma, diretto dal pm Silverio Piro.

21 marzo 2004: all'Olimpico è in corso il derby Lazio-Roma. È il terzo minuto della ripresa quando nello stadio, tra gli spalti, si diffonde la voce che negli incidenti avvenuti prima del march sarebbe morto un ragazzo travolto da un'auto della polizia. Scoppia il caos. Tre tifosi giallo-rossi scavalcano le transenne ed entrano in campo. Parlano con i capitani delle due squadre per chiedere la sospensione della partita.

Dall'altoparlante arriva un invito alla calma e la smentita da parte della Questura di Roma della notizia dell'incidente. L'arbitro Rosetti esita, qualcuno gli porta un telefonino. Dall'altra parte, c'è il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani: la gara viene sospesa.

Lo stadio viene svuotato, ma fuori si ripropongono scene da guerriglia urbana, come quella del pomeriggio. Botte, lacrimogeni, e lanci di sassi. La tattica usata dai gruppi di teppisti, in particolare sotto la curva Sud dell'Olimpico, è quella del "mordi e fuggi". Un'azione che costringe gli agenti di polizia, i militari e i carabinieri a continue cariche di alleggerimento con la copertura dei furgoni blindati.