Musica. E' morto Carlo Maria Giulini

E' morto il grande direttore d'orchestra Carlo Maria Giulini; aveva 91 anni. Giulini è deceduto ieri a Brescia, secondo quanto ha comunicato il figlio, Alberto Maria Giulini

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Carlo Maria Giulini

Roma, 15 Giugno 2005

E' morto il grande direttore d'orchestra Carlo Maria Giulini; aveva 91 anni. Giulini è deceduto ieri a Brescia, secondo quanto ha comunicato il figlio, Alberto Maria Giulini. Il maestro Giulini era nato in Puglia, a Barletta, nel 1914; studiò viola e direzione d'orchestra al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e nella capitale debuttò come direttore nel 1944. Giulini è stato una delle influenze centrali del dopoguerra nel mondo musicale italiano e una figura di impatto fortissimo nel panorama internazionale. Fu direttore stabile alla Scala dal 1953 e alla Chicago Symphony Orchestra dal 1955 al 1978. Lascia tre figli. I funerali si terranno venerdì a Bolzano, dove il maestro visse; la città gli conferì la cittadinanza onoraria nell'ottobre del 2002 (a fianco del maestro Claudio Abbado).

Discrezione e rigore
Con Carlo Maria Giulini scompare uno dei grandi rappresentanti della vecchia scuola musicale, non solo per fattori anagrafici, ma per quel sentimento tardo- romantico che caratterizza le sue esecuzioni e il suo mondo culturale preferito. Il suo repertorio, nonostante qualche rarissima puntata verso compositori della sua generazione, come Petrassi, è arrivato, e solo tardi, sino a Mahler.

Cominciò a lavorare negli anni in cui personaggi leggendari e forti come Toscanini e De Sabata erano ancora sulla breccia e, con la sua signorilità e discrezione, faticò a imporsi, e forse anche questo influì su una sua lenta crescita artistica, che si rivelò poi nella piena maturità fatta di sentimento profondo, sensibilità raffinata, sempre al servizio rigoroso dello spartito, della musica.

La sua carriera cominciò come suonatore di viola all' Augusteo di Roma e il suo debutto avviene sul podio di Santa Cecilia nel 1944. Alla Scala, di cui sarà uno dei direttori simbolo, arriva nel 1951 chiamato da De Sabata. Quattro anni dopo sbarca in America all'Orchestra sinfonica di Chicago: è l'inizio di una sfolgorante carriera internazionale, in cui offrì memorabili, sottilissime interpretazioni dei suoi autori preferiti, da Mozart a Beethoven e Verdi.

Comincia a accusare vari malori e a disdire alcuni concerti nel 1995 e decide di abbandonare il podio nel 1998. Da allora ha prima insegnato e poi, raggiunto negli anni da numerosi premi e riconoscimenti internazionali, oltre che dai festeggiamenti tra Milano e Parigi per i suoi 90 anni, giusto un anno fa, si era ritirato con la famiglia a Bolzano.