Cinema. E' morto Sandro Bolchi, regista del 'Mulino del Po'

Il regista Sandro Bolchi è morto oggi a Roma, nella sua casa privata. Aveva 81 anni. Era nato a Voghera nel 1924. Bolchi aveva diretto per la tv numerosi sceneggiati tra i quali, il più celebre, 'Il mulino del Po', tratto dall'omonimo romanzo di Riccardo Bacchelli. I funerali si svolgeranno giovedì mattina alle 10.

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Sandro Bolchi (immagine d'archivio)

Baghdad, 02 Agosto 2005

Il regista Sandro Bolchi è morto oggi a Roma, nella sua casa privata. Aveva 81 anni. Era nato a Voghera nel 1924. Bolchi aveva diretto per la tv numerosi sceneggiati tra i quali, il più celebre, Il mulino del Po, tratto dall'omonimo romanzo di Riccardo Bacchelli. I funerali si svolgeranno giovedì mattina alle 10.

Sandro Bolchi era laureato in lettere. Ha esordito come attore al teatro 'Guf' di Trieste, esperienza che ha proseguito anche dopo il trasferimento a Bologna, dove ha iniziato l'attività giornalistica e approfondito quella di regista. Ha ottenuto i primi successi come regista teatrale allestendo L'imperatore Jones di O'Neill e L'avaro di Molière. Nel 1956 ha esordito come regista televisivo con la commedia Frana allo Scalo Nord di Ugo Betti. Da allora ha diretto per la TV un gran numero di sceneggiati, per lo più tratti dai capolavori della letteratura ottocentesca, e per cinque anni è stato premiato quale miglior regista italiano.

Nel 1963 si è cimentato nella trasposizione televisiva de Il mulino del Po. Nello stesso anno ha realizzato Demetrio Pianelli, dal romanzo di Emilio De Marchi. Nel 1964 ha diretto I miserabili da Victor Hugo, nel 1967 I promessi sposi da Alessandro Manzoni, nel 1968 Le mie prigioni da Silvio Pellico, nel 19691 I fratelli Karamazov da Dostoevskij, l'anno successivo Il cappello del prete da Emilio De Marchi. Nel 1972 I demoni da Dostoevskij, nel 1973 Puccini, una biografia del musicista, nel 1974 Anna Karenina da Tolstoj, nel 1976 Camilla, da un romanzo di Fausta Cialente, nel 1978 Disonora il padre, dal romanzo di Enzo Biagi, nel 1979 Bel Ami, nel 1984 Melodramma, nel 1988 La coscienza di Zeno e nel 1989 Solo. Soprannominato dagli amici il 'regista dei mattoni', per il carattere serio delle sue opere, Bolchi resta certamente l'autore più rappresentativo dei tentativi di conferire alla televisione la stessa dignità riconosciuta al cinema e al teatro.