Mafia. Arrestato Luigi Putrone, boss latitante coinvolto nel sequestro del piccolo Di Matteo

Luigi Putrone, 45 anni, il boss mafioso di Porto Empedocle è stato arrestato a Usti Nab Laben, nella Repubblica Ceca ai confini con la Germania, nel corso di un'operazione coordinata tra carabinieri e Interpol e in collaborazione con la polizia locale. Il boss, latitante dal 1998 e ricercato per associazione mafiosa e una decina di omicidi, è ritenuto dagli investigatori un esponente di primo piano di Cosa Nostra e il suo nome figura nell'elenco dei trenta superlatitanti italiani diffuso dal Viminale.

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Il latitante agrigentino è stato arrestato nella Repubblica Ceca

Roma, 12 Agosto 2005

Luigi Putrone, 45 anni, il boss mafioso di Porto Empedocle è stato arrestato a Usti Nab Laben, nella Repubblica Ceca ai confini con la Germania, nel corso di un'operazione coordinata tra carabinieri e Interpol e in collaborazione con la polizia locale. Il boss, latitante dal 1998 e ricercato per associazione mafiosa e una decina di omicidi, è ritenuto dagli investigatori un esponente di primo piano di Cosa Nostra e il suo nome figura nell'elenco dei trenta superlatitanti italiani diffuso dal Viminale.

L'uomo era stato individuato grazie alle intercettazioni telefoniche compiute dalla Sicilia. Nelle fasi finali dell'operazione, condotte dai poliziotti cechi, Putrone è stato pedinato dal suo domicilio - un appartamento in una palazzina popolare che condivideva con una campagna Ceca, con cui apparentemente gestiva un supermarket appartenente a lei - per attendere il momento opportuno per immobilizzarlo. Il blitz è scattato ieri alle 11 e al momento, Putrone è rinchiuso nel carcere di Praga in attesa dell'avvio delle procedure di estradizione.
 
Secondo gli inquirenti Putrone, coinvolto in tutte le più eclatanti vicende di mafia dell' agrigentino, avrebbe assunto da alcuni anni il controllo delle cosche mafiose della provincia, insieme al boss Gerlandino Messina, e nel 2003 era stato condannato all'ergastolo dalla Corte d'Appello di Palermo nel cosiddetto Processo Akragas, l'operazione alla quale era sfuggito.

Il boss agrigentino sarebbe stato in stretto contatto anche con i "corleonesi", come dimostra il suo coinvolgimento nel sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, poi strangolato e sciolto nell'acido su ordine di Giovanni Brusca. Il figlio del pentito Santino, nelle delicatissime fasi iniziali del sequestro, fu infatti "affidato" alla cosca di Putrone, dal dicembre '93 ai primi mesi del '94. Putrone è inoltre accusato di essere il mandate o l'esecutore di 14 omicidi, e su di lui pendono due ergastoli e una condanna di 18 anni per pizzo e estorsione. 

L'arresto del latitante nella Repubblica Ceca testimonia, secondo il presidente della Commissione nazionale antimafia Roberto Centaro, l'interesse di Cosa Nostra verso i nuovi mercati dell'Est e la necessità di uniformare le
legislazioni di questi paesi sul fronte della lotta alla criminalità, a quella italiana