Alcune testimonianze sull'uso militare del fosforo bianco

Noam Chomsky: "Basta una goccia, comincerà a bruciare giù fino alle ossa"
Vietnam, Conversazione con un Pilota americano sulle "soddisfazioni" che da il Napalm
" Siamo certamente soddisfatti degli ingegneri di Dow. Il loro prodotto originario non era così cocente: se i musi gialli fossero stati veloci, l'avrebbero potuto grattar via. Così i ragazzi hanno cominciato ad aggiungere polistirene: ora si attacca come la merda alle suole. Ma poi se i musi gialli lo mettevano sotto l'acqua, smetteva di bruciare, così loro hanno cominciato ad aggiungerci Willie Peter (fosforo bianco), così da farlo bruciare meglio. Ora brucerà anche se messo sotto l'acqua. E basta una goccia, comincerà a bruciare giù fino alle ossa, così muoiono da avvelenamento da fosforo".
da "Ragioni di Stato" di Noam Chomsky (For reasons of state. New York: Pantheon Books, 1973)


Anche Saddam Hussein conosceva bene il fosforo bianco
L’operazione più devastante, compiuta nel marzo del 1988, non rientrava ufficialmente nella campagna “Anfal”; era infatti un’operazione militare della guerra Iraq-Iran, ed aveva come obiettivo una città di 45 mila abitanti, Halabja, situata al confine con l’ Iran in territorio curdo-iracheno. La mattina del 16 marzo 1988 gli aerei iracheni colpirono a più riprese la cittadina con un cocktail micidiale di gas nervini: iprite, tabun, VX, napalm e fosforo bianco mai prima d’allora impiegati contro civili. Si stima che un numero di persone compreso tra 5000 e 7000 morì all’istante. Migliaia di sopravvissuti fuggirono tra le montagne alla volta dell’Iran. Gli iracheni continuarono ad usare armi chimiche contro i Curdi il 26 e 27 agosto dello stesso anno, per colpire la gente che fuggiva: almeno 70 mila Curdi avevano raggiunto i territori turchi per sottrarsi al crudele inseguimento delle truppe irachene. Vennero ancora usate contro i Kurdi le armi chimiche durante la Guerra del Golfo, nel 1991, quando si ebbe l'esodo di 2 milioni di Kurdi verso l'Iran e la Turchia: l'esodo più vasto dell'era contemporanea.
(fonte: ANSA)


"Willy Pete" in Cile, ma dopo Pinochet
I Prigionieri Politici de La Tablada, militanti del “Movimento Todos por la Patria” (MTP), che il 23 gennaio del 1989 assaltarono la caserma del 3° Reggimento di Fanteria de La Tablada, nel tentativo disperato di frenare i militari fascisti, meglio conosciuti come “carapintadas”, che stavano preparando l’ennesimo golpe militare contro il debole governo Alfonsín.
In un eroico quanto diseguale combattimento, un gruppo di civili si scontrò contro 3600 effettivi della polizia e dell’esercito argentino. L’esercito argentino ricorse all’utilizzo di mezzi blindati ed al bombardamento della zona, con fosforo bianco (violando così la Convenzione di Ginevra, sottoscritta dallo stesso governo argentino). 28 furono i civili massacrati, 3 coloro che vennero fatti scomparire ed 11 gli uomini dell’esercito morti (la maggiorparte dei quali a conseguenza dei bombardamenti ordinati dai generali argentini).

(fonte: ANSA)