Rainews.it - Banda ultralarga. Cos'è e perchè ci salverà
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La connessione a banda larga - secondo la definizione ufficiale dell'Unione Europea - copre ormai quasi tutto il territorio dei Paesi membri, ma la crescente esigenza di connessioni sempre più veloci e affidabili ne rende necessario l'aggiornamento. Con il piano di crescita "Europa 2020" l'Unione chiede agli Stati di adeguare le loro infrastrutture per consentire velocità significativamente più elevate. Si dovrà realizzare la banda larga "veloce", poi quella "ultra veloce". In questo scenario l'Italia si trova in ritardo sulle infrastrutture di rete "fissa", mentre è più competitiva sulle connessioni "mobili". Proviamo a far chiarezza tra tante distinzioni e definizioni.

   

Il 5G

La banda è mobile

Her, Spike Jonze, WB/BMI

Theodore Twombly sonnecchia sulla spiaggia e Samantha, il suo OS, suona nel suo orecchio un brano romantico che possa interpretare il sentimento della situazione. Nel film "Lei", di Spike Jonze, il protagonista è costantemente connesso al suo sistema operativo attraverso auricolari, comandi vocali e dispositivi mobili. Ancora una volta e rapidamente, la realtà potrebbe superare la fiction cinematografica. La tecnologia mobile più avanzata sarà infatti disponibile in aree sempre più vaste del pianeta entro il 2020: il 70% delle persone utilizzerà uno smartphone e il 90% della popolazione sarà raggiunta da una rete a banda larga mobile.

  1. Le sottoscrizioni legate ad uno smartphone saranno più che raddoppiate nel 2020, a quota 6,1 miliardi. Circa l'80% di questi nuovi abbonamenti proverrà da Asia, Medio Oriente e Africa.
  2. Entro il 2020, l'80% di tutto il traffico dati mobile sarà generato da smartphone. Nord America ed Europa continueranno ad essere le prime aree per utilizzo di dati da smartphone.
  3. Il traffico dati generato da video crescerà del 55% ogni anno fino al 2020, trainato da servizi streaming e dalla sempre maggiore prevalenza di video nei contenuti online.

(fonte: Ericsson Mobility Report – Giugno 2015)

Con l'aggiornamento delle infrastrutture fisse la banda larga arriverà nelle case e nelle aziende, ma la connessione ultraveloce correrà anche tra i ponti di trasmissione radio per dispositivi mobili con la quinta generazione di connessioni mobili o 5G.

La banda ultralarga mobile è fondamentale. Grazie ad essa sarà possibile utilizzare a tempo pieno e dovunque i device che ci sono ormai famigliari - smartphone, tablet e console giochi - per allargarsi poi agli oggetti fino al traguardo successivo, quello dell'Internet delle cose con la domotica e gli elettrodomestici connessi, le auto che si guidano da sole, i robot che operano un paziente in Africa guidati da medici in Italia, il controllo remoto di macchine industriali.

Andrea Rangone
direttore Osservatori digitali Politecnico di Milano

E' uno scenario estremamente interessante per il nostro paese perchè, se nella stesura della rete fissa e della fibra l'Italia ha negli anni accumulato ritardo rispetto agli altri paesi europei, sulla rete mobile è allineata se non in vantaggio.

Marco Righini
Datacenter solution architect, Intel

Ma occorre passare dalla strategia all'implementazione a partire dalla regolamentazione a livello europeo e dalla allocazione dello spettro delle frequenze radiomobili per riguadagnare sul 5G quella leadership che l'Italia ha perso nel continente sul 4G.

Massimo Mazzocchini
amministratore delegato Nokia Networks Italia

La Mobile Economy

Secondo dati dell'Osservatorio Politecnico di Milano, il valore complessivo della Mobile Economy sarà di oltre 37 miliardi nel 2017 (equivalente a 2,3 % del Pil).

Al netto dei servizi tradizionali di telefonia mobile (in calo del 16%), la Mobile Economy cresce del 23%, trainata soprattutto dal mobile commerce (+55%) e dagli investimenti dedicati alle reti 3G e 4G (+39%). I fondi dedicati da imprese e Pa per lo sviluppo di soluzioni mobile a supporto dei processi aziendali crescono del 24% e quelli orientati al marketing e alla comunicazione su smartphone e tablet del 41%.

Gli investimenti legati al paradigma dell'Internet of Things basati su rete cellulare valgono oltre un quinto degli investimenti complessivi della Mobile Economy e crescono del 28%; i principali ambiti di sviluppo riguardano il mondo dell'auto (Smart Car) e quello domestico (Smart Home & Building).

Si lavora in tutto il mondo anche ad una sorta di 'road map' del 5G, la connessione ultraveloce per dispositivi mobili. Si sa che servirà a garantire la broadband ovunque, la comunicazione tra le automobili, la 'personal tv' dove i contenuti e gli eventi saranno trasmessi ad un livello molto più diffuso e dal basso (il traffico video, lo ribadiscono diverse fonti, sarà al 55% su mobile nel 2020).

"Ho visto cose...", qualche esempio dal futuro dell'internet delle cose

Blade Runner, Ridley Scott, WB

Macchine, oggetti, artefatti che si accendono e si animano e interagiscono con gli esseri umani. Le pecore elettriche di Philip Dick non sembrano più sogni lontani anche grazie allo sviluppo di una connettività che promette di azzerare distanze e tempi di risposta. Il settore di sviluppo considerato più interessante per le reti 5G attraverso il connubio tra alta velocità e 'cloud computing' è infatti quello del 'remote machinery': ogni cosa sarà connessa e dotata di sensori – dai trasporti ai sistemi acquiferi, dai container ai mezzi di lavoro.

Si pensa, ad esempio, alla possibilità di sfruttare sensori interrati lungo strade e autostrade per ottenere non solo dati su traffico ma anche informazioni climatiche, dati sulla fauna presente sul territorio etc. E' possibile che il volo dei droni per usi commerciali non sia più legato ad una connessione via radio ma ad una 'rete di connessioni' in 5G che potrebbe somigliare a quella del controllo degli aerei. Lo scenario prefigurato da questa ricerca è un nuovo ambiente interconnesso a livello molecolare dove in ogni luogo e in ogni momento sarà possibile accedere, scaricare, utilizzare in maniera illimitata le informazioni e i dati. Il campo è aperto all'immaginazione di ogni genere di applicazione per il lavoro e l'intrattenimento

(fonte: Ericsson 5G: what is it for? – 2014)

On the road

L'industria automobilistica è già entrata nel futuro dell'internet delle cose e presto il viaggio in auto promette (o minaccia) di essere un'esperienza del tutto diversa da quella romantica dei romanzi e dei film degli anni 50 e 60. Pochi anni fa parlare di auto senza pilota era fantascienza ma oggi ogni industria automobilistica ha un programma a riguardo. Ma è sul fronte della connettività che ci dobbiamo aspettare la vera rivoluzione. Il veicolo connesso non servirà solo a ricevere servizi di intrattenimento o consigli di viaggio. (Continua...)

On the road

L'auto fornirà informazioni geolocalizzate sul percorso, sul meteo, ma anche sul veicolo stesso consentendo diagnosi e riparazione dei guasti. Il monitoraggio del comportamento e dello stato di salute del guidatore consentirà di automatizzare una serie di operazioni e servizi. Grazie alla latenza di comunicazione prossima allo zero il veicolo diventerà un vero e proprio assistente alla guida. Non è difficile immaginare l'impatto che questo scenario avrà sul mercato delle assicurazioni.

Nella foresta come su Marte

Il controllo remoto di pesanti macchinari industriali in ambienti potenzialmente pericolosi o inaccessibili come miniere o foreste rappresenta il prossimo step nell'evoluzione della nuova tecnologia di comunicazione. Obiettivi di sicurezza e efficienza sono l'orizzonte di questo tipo di possibili applicazioni dove l'essere umano sarà impiegato per monitorare a distanza più macchine. (Continua...)

Nella foresta come su Marte

La minima latenza garantita dalla banda ultralarga mobile nella comunicazione tra la macchina e l'operatore sarà un aspetto cruciale per lo sviluppo delle applicazioni che in questo caso potranno usufruire della trasmissione di video e audio ad alta definizione e delle informazioni ambientali provenienti dai sensori della macchina a lavoro in ambienti remoti, inospitali o pericolosi per l'essere umano.

La tv è morta, viva la tv... ovunque

Il consumo dei programmi televisivi sarà rivoluzionato e distribuito lungo la rete cellulare mobile. Dal gruppo di ascolto sul divano al moltiplicarsi di schermi per consumare tv ovunque: al chiuso, all'aperto, a qualsiasi velocità di spostamento dalla camminata al treno ad altà velocità, dall'auto all'aereo. (Continua...)

La tv è morta, viva la tv... ovunque

Entro il 2020 il consumo dei programmi televisivi esploderà ulteriormente rispetto alle abitudini odierne: appuntamenti tv, dirette, video on demand, feed streaming di musica e radio, contenuti video web saranno sempre disponibili a casa come nei locali e nei luoghi pubblici attraverso la copertura della banda larga mobile e grazie all'estensione della tecnologia cloud.

Cos'è la broadband

Con la locuzione banda larga (o broadband), l'UE fa riferimento ad una connessione internet "fissa" ad almeno 144 kb/s in download. Tuttavia, si stima che dal 2010 questa velocità sia stata ampiamente superata in tutta Europa, attestandosi su una media di circa 1-2 Mb/s. La broadband viene portata ai cittadini attraverso varie tecnologie, spesso combinate tra loro: rame, fibra ottica e tecnologia mobile.

Nel 2010 l'Europa ha varato una strategia di crescita denominata "Europa 2020". Tra i suoi obiettivi, il significativo potenziamento delle attuali velocità di connessione a Internet definito nell'Agenda europea del digitale. La sua realizzazione richiede il progressivo aggiornamento e potenziamento delle infrastrutture di rete esistenti - fisse e mobili - con tecnologie di nuova generazione dette NGA (Next Generation Access). Tra queste la fibra ottica, la vdsl, il cavo coassiale e, in generale, tutte quelle tecnologie in grado di supportare una velocità di almeno 30 Mb/s.

Elio Catania
presidente Confindustria digitale

La nuova connettività dovrà consentirci di scambiare dati a velocità costante e senza latenza. Ad esempio, potremo guardare un video sul pc o su un dispositivo mobile senza doverne attendere il caricamento.

Broadband

Almeno 144 Kb/s

Si parla di banda larga a partire da una connessione base oltre i 144kb/s in download. Si stima che già dal gennaio 2010 la connettività minima effettiva in Europa sia già intorno a 1-2 Mb/s.

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Fast Broadband

Almeno 30 Mb/s

Si parla di fast broadband se la velocità di connessione effettiva in download è di almeno 30 Mb/s. Questa connettività richiede l'aggiornamento delle infrastrutture esistenti al NGA (Next Generation Access).

Ultra Fast Broadband

Almeno 100 Mb/s

Si parla di banda ultra fast broadband con una connessione in download di almeno 100 Mb/s. Questa velocità di trasmissione dei dati è l'obiettivo dell'agenda digitale dei principali paesi europei.

La diffusione della banda larga ci proietterà nell'"economia del futuro", portando benefici in molti settori. La possibilità di operare su Internet più velocemente aumenterà la cosiddetta produttività, indicatore economico che misura la nostra "capacità di essere efficienti".

Andrea Rangone
direttore Osservatori digitali Politecnico di Milano

Internet ultra veloce favorirà la diffusione delle tecnologie cloud per l'archiviazione remota e la condivisione dei dati. Si potrà accedere ai propri documenti ovunque e con qualsiasi dispositivo, ma per tutelare la riservatezza delle informazioni personali le reti avranno bisogno di misure di sicurezza più stringenti.

Massimo Mazzocchini
amministratore delegato Nokia Networks Italia

Europa 2020

Il 3 marzo 2010 la Commissione europea introduce il testo "Europa 2020: una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva".

Nel documento si individuano cinque obiettivi principali che riguardano occupazione, ricerca e innovazione, cambiamento climatico ed energia, istruzione e lotta alla povertà.
Tra le iniziative per il raggiungimento di questi obiettivi, c'è l'Agenda europea del digitale, il cui scopo è quello di trarre vantaggi socioeconomici sostenibili da un mercato unico del digitale, basato su Internet veloce e superveloce.

Da una parte l'Europa si impegna a creare i presupposti giuridici ed economici per realizzare un vero e proprio mercato unico per i contenuti e i servizi online. Dall'altra i singoli stati si impegnano a elaborare strategie operative per l'ampliamento della rete e la promozione e diffusione dei nuovi servizi.

In sintesi, l'Agenda Digitale Europea definisce le due seguenti evoluzioni della broadband (banda larga):

  1. Fast broadband: connessione superiore a 30 Mb/s
  2. Ultra fast broadband: connessione superiore a 100Mb/s

Entro il 2020, la diffusione della NGA negli Stati membri dell'Unione dovrà aver raggiunto:

  1. Il 50% dei cittadini con 100 Mb/s (ultra fast broadband)
  2. Il 100% dei cittadini con 30 Mb/s (fast broadband)
50 milioni

di cavalli vapore. E' l'energia necessaria ogni giorno per far funzionare Internet con gli 8,7 miliardi di dispositivi connessi

Dati: Russell Seitz "adamant.typepad.com/"

50 grammi

Secondo alcuni calcoli fisici e' questo il peso dei miliardi di elettroni che muovono i dati attraverso la rete

Dati: Russell Seitz "adamant.typepad.com/"

5 milioni

di terabyte. E' la massa dei dati archiviati in Rete. Tolto l'hardware, pesano meno di una goccia di pioggia

Dati: Russell Seitz "adamant.typepad.com/"

3 miliardi

e 174 milioni. Sono gli utenti connessi alla Rete in tutto il mondo. Nel 2014 sono stati 2 miliardi e 940 milioni

Dati: "www.statista.com/"

In Italia?

Nel quadro dell'Agenda Digitale Europea, l'Italia ha messo a punto una propria strategia nazionale, l'Agenda Digitale italiana, in cui sono definite le priorità e le modalità di intervento, modellate sugli obiettivi di Europa2020 anche per quanto riguarda l'aggiornamento delle infrastrutture e delle architetture di connessione.

La strategia approvata dal Consiglio dei Ministri il 3 marzo 2015, dà la priorità alla copertura a 100 Mbit/s per sedi ed edifici pubblici (scuole e ospedali in particolare), per le aree di maggior interesse economico e concentrazione demografica, per le aree industriali, per le principali località turistiche e gli snodi logistici (fonte: Invitalia).

Il piano

In Italia, "il piano strategico per la banda ultralarga si pone l'obiettivo di raggiungere entro il 2020 la copertura fino all'85% della popolazione con una connettività ad almeno 100 Mbit/s. Per il restante 15% della popolazione, invece, l'obiettivo è di garantire servizi con velocità pari ad almeno 30 Mbit/s in download (fonte: Strategia italiana per la banda ultralarga).

Attualmente però, l'Italia si trova in consistente ritardo, con alcune regioni in cui il digital divide è particolarmente elevato.

Investimenti pubblici e privati

Il Progetto strategico banda ultralarga è stato autorizzato dalla Commissione europea e rappresenta un segnale decisivo per il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda digitale europea. Il governo dovrà elaborare una strategia per integrare il piano di investimenti pubblici con la componente di investimento privato.
E' Infratel Italia a elaborare le informazioni fornite dagli operatori interessati, stilando la lista delle "aree bianche", ovvero quelle aree in cui nessun operatore è interessato a investire nei prossimi tre anni e che, pertanto, dovranno essere oggetto dell'intervento pubblico.

Non ci sono soldi privati perché i privati investono laddove c'è ritorno, invece dove l'economia è meno sviluppata servono finanziamenti pubblici. Il governo ha stanziato circa 6 miliardi di euro bisogna vedere come e dove li spenderà.

Gildo Campesato
direttore responsabile Corriere delle Comunicazioni

E' proprio in queste zone dette "a fallimento di mercato", dove non ci sono abbastanza persone o aziende pronte a pagare gli operatori per avere il servizio, che il governo dovrà intervenire con i fondi pubblici.

Cesare Avenia
ex presidente Asstel

Il Governo interverrà per quanto di sua competenza con gli investimenti, mentre carrier e telco si muoveranno con tempi differenziati in base al rientro economico.

Massimo Littardi
direttore Resources and services Horus Informatica

La situazione attuale


I "player" italiani

Metroweb è un consorzio creato nel 2011, controllato con il 53,8% da F2i, il Fondo infrastrutturale partecipato da Cassa depositi e prestiti e banche, e partecipato con il 46,2% da Fsi, il Fondo strategico italiano della Cassa depositi e prestiti. Nelle intenzioni, dovrebbe essere Metroweb il tramite per la realizzazione della rete infrastrutturale fissa in fibra ottica per la banda ultralarga e portarla fin dentro le case secondo l'architettura FTTH.

Con l'ingresso di Wind e Vodafone in Metroweb (che resta aperta all'ingresso di altri soci), la prossima mossa toccherà a Telecom Italia. L'ex monopolista delle tlc da sempre ha ritenuto di non dover entrare nell'assetto societario di Metroweb (in estrema sintesi, per non voler un accordo per portare la fibra fino alle case e preservarsi l'ultimo miglio, tra cabina e domicili), e di recente ha costituito un gruppo di lavoro con Enel per valutare la possibilità di sviluppo di un progetto comune sulla fibra ottica, visto che le due società hanno già un accordo di cooperazione proprio su questo tema.

Secondo gli analisti, è improbabile che Metroweb riesca a realizzare la rete in fibra su tutto il territorio nazionale fino alle case, perché dovrebbe per forza entrare in concorrenza con Telecom, che ha ancora il 60% del mercato su rete fissa. Per quanto riguarda Enel, infine, nelle valutazioni di Palazzo Chigi ha le caratteristiche per diventare il candidato migliore per accelerare sulla banda di ultima generazione. Enel ha formalmente dichiarato alle autorità competenti la propria disponibilità a impegnarsi con un progetto in tempi strettissimi: tre anni per la copertura di tutta l'Italia mandando così in soffitta la vecchia infrastruttura in rame e senza reclamare un ruolo nella gestione del servizio. Il cardine dell'operazione è una recente normativa: il cavo della banda ultralarga potrà essere "steso" anche sui tralicci elettrici con la cosiddetta "posa aerea". Una opzione che supererebbe le difficoltà degli scavi e ne comprimerebbe i costi.

32%

Utenti Internet attivi in Italia sui social con il mobile. Sopra la media europea ma lontani dai norvegesi, primi con il 55%

Dati: "www.statista.com/"

7 miliardi

Il numero medio delle applicazioni per tablet e smartphone usate ogni mese nel 2014 in tutto il mondo.

Dati: "www.statista.com/"

24 exabytes

E' il traffico di dati mensile da mobile previsto per il 2019, 1 exabyte è 1 milione di terabyte

Dati: "www.statista.com/"

84 miliardi

E' l'ammontare del commercio da mobile negli Usa nel 2014. Era di 58 miliardi nel 2013 e raggiungerà i 200 miliardi nel 2018

Dati: "www.statista.com/"

Tardi ma non troppo

Il ritardo storico dell'Italia per quanto riguarda la banda larga è noto, il metodo da seguire per passare alla banda ultralarga e colmare il gap del nostro Paese richiede una forte accelerazione per il raggiungimento degli obiettivi. Colmare questo ritardo significa anche far sì che la pubblica amministrazione possa fornire online i servizi che oggi si fanno allo sportello: sarebbe una vera rivoluzione se la burocrazia diventasse uno stimolo all'adozione della banda ultralarga, a esempio di quello che è stato fatto con la fatturazione elettronica.

Uno dei motivi più citati per spiegare questo ritardo è l'assenza, in Italia, di infrastrutture per la tv via cavo, che in molti altri Paesi ha fatto da volano.

Stefano Pileri
amministratore delegato Italtel

Le speranze di recuperare il terreno perduto sono legate alla grande capacità dimostrata dagli italiani nell'adozione di nuovi strumenti e dispositivi. L'Italia è tra i primi Paesi al mondo nell'uso di device come smartphone e ha tutta la capacità e inventiva per trovare nuovi modelli di business".

Fabrizio Ceschini
responsabile Tlc Indra Italia

...Sempre che la burocrazia non freni lo sviluppo: "Permessi e tonnellate di carte da produrre non aiutano, dobbiamo fare di più per la digitalizzazione dei cittadini".

Karl Manfredi
amministratore delegato Brennercom

Per alcuni operatori del settore gli obiettivi del "2020" sono già superati. L'Agenda europea stabilisce le velocità di connessione (30 Mbit e 100 Mbit), ma non specifica se si tratti di connessione simmetrica o asimmetrica. Investire in fibra garantirebbe la simmetricità.

Simone Bonannini
Ceo Interoute

In Europa

Ogni Paese dell'Unione sta elaborando la propria strategia, poichè le situazioni di partenza presentano notevoli differenze da Stato a Stato. L'obiettivo principale, naturalmente, è quello di contenere i costi sfruttando al meglio le infrastrutture esistenti. Vediamo come si stanno organizzando alcuni di loro.

Germania

L'Agenda digitale tedesca 2014-2017 ha obiettivi ambiziosi

Francia

Un'agenda lunga 10 anni per raggiungere il 100% a 100 Mb/s

Spagna

Alla conquista della banda larga da subito con l'aggiornamento delle infrastutture esistenti

Gran Bretagna

Il futuro inglese è superveloce, ed è dietro l'angolo